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Mimì - Tra il dire e il fare

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Tra il dire e il fare c’era di mezzo il mare.

Dov’è finita tutta quell’acqua, quell’immensità che, soltanto a guardarla, dissuadeva dall’attraversarla? Quella distesa azzurra permetteva di distinguere le parole consapevoli dalle parole dette tanto per dire: le prime sapevano nuotare, le seconde no e, per fortuna, restavano a riva senza tradursi in azioni.

Oggi tra il dire e il fare si è prosciugato il mare. In giro si percepisce una tale immediatezza che si fa prima a fare una cosa che a pensarla. Un progetto non fa in tempo a essere concepito che già si cercano investitori.

Nelle relazioni sentimentali è diventata superflua l’attesa del desiderio e ci si illude di conoscersi andando a letto insieme. I partiti si dichiarano tutti pronti a governare e, purtroppo, sono davvero pronti a farlo, senza esitazione. Per rimediare a uno sbaglio, il metodo più accreditato non è più quello antico di chiedere scusa, ma di farsi vedere piccati e offesi. Tutti pronti a discutere, ma nessuno a mettersi in discussione. L’imperativo è mostrare padronanza, padronanza che di fatto non c’è. Con lo stesso atteggiamento di padronanza viene proclamata e fatta una cosa; subito dopo viene proclamato e fatto l’esatto contrario. A ben guardarli, però, quelli che vogliono esercitare il dominio sugli altri non hanno il dominio delle proprie pulsioni, del proprio linguaggio, non hanno consapevolezza di quanto realmente valgano né dei propri errori. Quelli che vogliono fare i padroni non conoscono il mondo, perché il mondo è più largo del loro pugno.

Prima o poi, volenti o nolenti, riscopriremo che dietro agli atteggiamenti di padronanza non c’è alcuna sostanza. La padronanza è diversa dalla sicurezza. La sicurezza è di chi, più che discutere, si mette in discussione; di chi, quando sbaglia, ha l’onestà di ammetterlo, perché sbaglia in buona fede. La sicurezza è faticosa perché arriva dopo un corpo a corpo con il dubbio: soltanto il dubbio permette di vedere strade alternative e quindi di scegliere; soltanto il dubbio apre la porta all’intuizione e mette in moto l’intelligenza. La sicurezza è figlia della fragilità, non della strafottenza. Non mi fido di chi si butta sempre nella mischia.

Mi fido di chi, prima di fare un passo, ci pensa, perché quel passo gli costa e significa qualcosa. Mi fido di chi, soltanto quando ha capito, allora sì, dal dire al fare, a volte senza nemmeno dire, sa nuotare.

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