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Ursula von der Leyen

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Basta con il Patto di stabilità. Ursula von der Leyen, come anticipato due giorni fa dal nostro giornale, ha deciso di proporre ai governi di sospendere le regole che tengono le mani legate ai governi che hanno necessità di spendere per fronteggiare questa crisi epocale. Un unico impegno, un doppio scopo: salvare vite e salvare l’economia. Faticosamente ma nemmeno troppo lentamente l’Unione europea sta definendo una linea comune che, tranne alcune deviazioni significative come quelle di qualche Paese nordico, in particolare l’Olanda, che sembrano però vieppiù isolati, sta trovando il consenso di tutti.

«Oggi attiviamo la clausola per allentare le regole di bilancio, consentendo ai governi di pompare risorse nell’economia», dice in un tweet la presidente della Commissione per annunciare questa storica decisione.

L’ACCORDO

Sul fronte sanitario ci si è resi conto che avere tante mascherine ma nel momento sbagliato può non servire a niente, che invece scambiarsi le informazioni e le buone pratiche è decisamente più utile allo scopo di salvare i propri concittadini. Sono bastati pochi giorni a capire che se si chiudono le frontiere interne anche alle merci poi non si hanno i beni necessari alla vita quotidiana e neanche quelli per attrezzare gli ospedali. E allora si è accettato il coordinamento che Bruxelles ha offerto da subito, prima ignorato e poi sempre più richiesto.

E poi c’è la grande partita economica, sfociata nell’annuncio di ieri della von der Leyen. La questione, infatti, è che la via d’uscita era una sola: mettere i governi in condizione di poter spendere secondo le loro necessità e senza il rischio di essere poi puniti per aver salvato la vita dei concittadini e l’apparato produttivo del proprio Paese.

«Questi non sono tempi normali e non possiamo comportarci come se niente stesse succedendo. Il coronavirus sta causando dolore in tutta Europa e il conto per le nostre economie sarà estremamente salato», ha detto il commissario agli Affari economici Paolo Gentiloni, sottolineando che «abbiamo già detto chiaramente che i Paesi possono spendere quello che serve per affrontare questa emergenza. Ora stiamo compiendo un ulteriore passo, senza precedenti. L’attivazione della cosiddetta escape clause del Patto di Stabilità apre la strada a una risposta forte e coordinata all’immensa sfida economica che dobbiamo affrontare tutti insieme».

Ora ci vuole l’approvazione dei governi dei Ventisette, ma ci si è lavorato per giorni, un via libera di massima era già stato concesso all’inizio della settimana in un Consiglio europeo telematico, e dunque Gentiloni può dirsi «fiducioso che il Consiglio darà il suo rapido accordo a questa proposta». L’appuntamento per i capi di Stato e di governo era fissato per giovedì prossimo, ma a questo punto è possibile che i tempi vengano accelerati.

I CORONA BOND

Non sarà però l’unica novità storica questa. Sono alle viste anche i “Corona Bond”. Qui i tempi saranno un poco più lunghi, ma non molto, se ieri von der Leyen, tedesca e non certo con alle spalle una storia di amica della spesa facile, ha detto che l’Unione adotterà a breve dei titoli di debito comuni per finanziare il contrasto al tracollo economico dell’Unione.

«Stiamo esaminando tutti gli strumenti e qualunque aiuto che possa essere utilizzato – ha detto in un’intervista concessa alla radio tedesca Deutschlandfunk – Questo vale anche per i coronabond. Se aiutano e se sono strutturati correttamente, verranno utilizzati».

In Italia e in Francia si è festeggiato, ovviamente, in altri Paesi meno, ma in questo momento von der Leyen ha una forza politica che lei stessa non si aspettava e sembra che tutto quel che chiede agli Stati venga approvato. Sarà che Emmanuel Macron è dalla sua parte, sarà che Angela Merkel, da sempre contraria ai bond europei, non ha nulla di alternativo da opporre, e soprattutto non ce l’hanno i falchi del suo Paese, ma fino ad ora VDL è riuscita a far passare tutte le sue proposte, come anche per la sospensione del Patto di stabilità.

Il premier Giuseppe Conte sostiene da giorni che il “Fondo salvastati” deve intervenire massicciamente in questa emergenza, anche se sarebbe nato per altri tipi di urgenze. «La logica, la filosofia (di Conte, ndr) è assolutamente condivisibile. Le modalità con cui si può fare un’operazione di questo genere sono legate alla discussione su questi eurobond, cioè su strumenti che si costruiscono sul mercato e sono a disposizione per tutti i Paesi», ha detto Gentiloni ieri a Radio Anch’io, sottolineando le due parole chiave di questo percorso: la crisi «riguarda tutti».

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