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La fiducia alla Camera per il Governo Conte: «Rilanciare il Sud è essenziale, serve un piano straordinario di investimenti»

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Il Governo Conte alla Camera
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Un discorso programmatico che punta sull'Europa. Nel solco di quanto dichiarato dal presidente Mattarella un obiettivo dell'Italia sarà di «cambiare il Patto di Stabilità europeo». E oggi da Bruxelles arriverà il primo segnale d’attenzione verso il nuovo governo di Roma, con la probabile nomina agli Affari economici di Paolo Gentiloni. Tuttavia il premier Conte, che ha ottenuto la fiducia con 343 sì, ha tenuto un discorso (un'ora e 30 minuti) in cui annuncia che, come primo provvedimento, il governo darà un contributo per gli asili nido, una mossa per azzerare le rette.

Come denunciò il “Quotidiano del Sud”, esistono sperequazioni tra Nord e Sud che vedono il Nord privilegiato nei contributi, a discapito delle famiglie meno abbienti. Ma l'esecutivo Conte bis rivedrà anche i decreti sicurezza e completerà l'autonomia regionale. Perché non dovrà esserci un'Italia a due velocità. «Basta arroganza, saremo miti» proclama il premier che però nel pomeriggio va a testa bassa contro la Lega dopo la contestazione in piazza.

LE REAZIONI

Dure reazioni da Lega e Fratelli d'Italia (attorno a Montecitorio), mentre Conte pronunciava una filippica contro «il frastuono dei proclami inutili, delle dichiarazioni bellicose e roboanti», con chiaro riferimento a Matteo Salvini. Una delle priorità assolute, ha spiegato, riguarda il Sud e l'Autonomia differenziata. Due sfide che impegnano il premier e il suo governo. Ma che, spesso e non a caso, vedono sul campo una contrapposizione delle Regioni del Nord contro quelle del Mezzogiorno. La priorità riguarda il lavoro e il Sud. Sul piano interno va ampliata «la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse». Esse si concentrano, ha detto Conte, soprattutto tra i giovani e le donne, particolarmente nel Sud. «Vogliamo offrire loro - ha detto - come a tutti gli altri lavoratori, opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile».

I PALETTI

In sostanza, ha frenato alcune spinte del Nord ricco. «E' intenzione del governo - ha sottolineato - completare il processo che possa condurre a un'autonomia differenziata giusta e cooperativa», salvaguardando «il principio di coesione nazionale e di solidarietà e la tutela dell'unità giuridica ed economica».

Per Conte vanno definiti «i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali e i fabbisogni standard» tramite un fondo di perequazione». Perché non si deve creare un'Italia a due velocità che aggravi il gap tra Nord e Sud. Intanto, va attuato «compiutamente l'articolo 119, 5° comma della Costituzione, che prevede l'istituzione di un fondo di perequazione che garantisca «a tutti i cittadini la medesima qualità dei servizi». E' comunque essenziale rilanciare il Sud, ha detto mentre in Aula le opposizioni intonavano cori di «elezioni, elezioni».

L'abbattimento del divario tra Nord e Sud, ha ricordato Conte, passa per la costituzione della Banca del Sud. Serve, ha continuato, un piano straordinario di investimenti per il Sud, partendo dall'istituzione di una banca pubblica per gli investimenti che aiuti le imprese in tutta Italia e dia impulso all'accumulazione di capitale fisico, umano, sociale e naturale del Sud. La bagarre in aula è cresciuta, ci sono state più interruzioni, fino all'espulsione di un deputato di Fratelli d'Italia. «Bibbiano!, Poltrona! Elezioni!» gli slogan più frequenti. Ma Conte non ha ceduto, anzi ha detto che il governo promuoverà una campagna per un lessico meno duro anche sui social.

La prossima legge di bilancio vedrà l'impegno a mandar giù le tasse (stop all'Iva, ridurrere il cuneo fiscale, la lotta contro l'evasione). Ma anche a introdurre il salario minimo. Va istituito un bilancio dell'area Ue. Va migliorato il Patto di stabilità. Per le donne scocca la parità in busta paga. Inoltre stop alle trivelle. Dare il via a una nuova legge elettorale. Riformare la giustizia e il Csm. Sulla sicurezza, pronto a riscrivere i decreti. Infine, una difesa del pluralismo dell'informazione.

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