Gianluca Rospi

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«Il malcontento all’interno del Gruppo è generale». Gianluca Rospi, deputato di Matera, ha lasciato da qualche settimana il M5S per approdare al misto, definendolo «una vera e propria oligarchia dove, dal principio “uno vale uno”, si è passati a una minoranza comandata da Luigi Di Maio che decideva per tutto il Gruppo».

Ci saranno altre defezioni?

«Sono certo che non uno ma più colleghi decideranno, loro malgrado come ho fatto io, di lasciare in questa prima parte della settimana il Movimento».

Avete intenzione di creare un nuovo soggetto politico, magari con l’ex ministro Fioramonti?

«La mia uscita dal Gruppo come quella di altri non è dovuta a un progetto premeditato e quindi alla volontà di creare subito un nuovo soggetto politico. Con questo non escludo che sarebbe utile e più produttivo, insieme agli altri colleghi fuoriusciti, tra questi anche Lorenzo, unire le forze per portare avanti i temi utili per il rilancio economico, ambientale ed umano del nostro Paese».

Lei è apparso in totale contrasto con il Movimento, tanto che sembra difficile immaginare che ci sia stato un momento in cui ci fosse affinità di pensiero tra voi…

«Mi permetta un’osservazione in merito a quello che sta succedendo ora all’interno dei 5stelle, non fa quasi più notizia un collega piuttosto che un altro che decide di abbandonare il Gruppo, questo non le dice niente? Io vedo la stessa mia delusione, anche nei tanti cittadini che hanno dato fiducia al Movimento e che ora, probabilmente, decideranno di votare altri, o peggio non andranno più a votare. Ma lo scopriremo presto visto che manca poco alle elezioni regionali».

A proposito di delusione, il Sud ha creduto fortemente nel movimento 5 Stelle, sente di aver deluso i suoi concittadini?

«La rivoluzione culturale che Il Movimento aveva promesso di fare all’interno delle Istituzioni non c’è stata e a pagarne le conseguenze sono soprattutto i cittadini del Mezzogiorno dove la disoccupazione è in aumento, la crescita economica è negativa, e i giovani continuano ad emigrare. L’inesperienza e l’incompetenza dei vertici non ha consentito ai professionisti entrati nel Gruppo di portare avanti proposte innovative. Io stesso ho fatto alcune proposte di legge tra cui una riforma urbanistica orientata verso la rigenerazione urbana che l’Italia attende da oltre 20 anni ma è ancora ferma in Commissione. Se mi chiede cosa si può fare per il Sud Italia, oltre all’ammodernamento delle infrastrutture, cosa di cui si parla in continuazione, ma che poi non si realizza, ci sarebbe anche bisogno di creare lavoro per i giovani per evitare un lento ma progressivo spopolamento come sta avvenendo nella mia Regione, la Basilicata. E’ importante mettere il sud al centro d’Europa e a mio avviso il Mezzogiorno potrebbe diventare il più grande hub logistico europeo. Basterebbe mettere a sistema i due porti di Taranto e Gioia Tauro e i due aeroporti di Grottaglie e Crotone per intercettare gran parte, se non la totalità, delle merci che oggi attraversano il Mediterraneo per arrivare a Rotterdam».

Sulle concessioni autostradali, la sua posizione è la stessa del M5S?

«Su questo tema ancora una volta si preferisce lo slogan politico alle vere soluzioni per la comunità. La questione della revoca delle concessioni autostradali dovrebbe essere affrontata in maniera seria e competente. Ritengo che revocando le concessioni senza un valido piano alterativo si metterebbe a rischio la vita dei milioni di cittadini che percorrono ogni giorno le nostre strade per andare a lavoro. Per questo chi dice “revochiamo le concessioni” o non sa di che parla o ancora peggio gli interessa di più il consenso elettorale piuttosto che garantire la sicurezza dei cittadini».

Il Milleproroghe prevede che Anas subentri al posto di Aspi, che ne pensa?

«Questa non è una soluzione, Anas, allo stato attuale, ha già non pochi problemi di messa in sicurezza delle proprie infrastrutture. Ha poi delle tempistiche maggiori rispetto ad Aspi sulle progettazioni e autorizzazioni e appalti delle opere, a causa della complessità del sistema burocratico a cui deve attenersi. A mio avviso sarebbe più opportuno obbligare Aspi all’immediata messa in sicurezza della rete autostradale e successivamente prevedere una gara europea per assegnare le concessioni al miglior offerente. Una visione simile a quelli di altri partiti in Parlamento».

Sta “dialogando” con qualcuno o resta al misto?

«Io dialogavo primo con tutte le forze politiche in Parlamento e continuo a farlo. Ma il dialogo è sulle proposte. Entrare a far parte di altri schieramenti, al momento, quello no».

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