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Cosa prevede la circolare della Presidenza del Consiglio

Con la circolare del 4 aprile il dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri ha fornito indicazioni agli enti accreditati in relazione all’impiego degli operatori volontari del servizio civile universale nell’ambito dell’emergenza epidemiologica da covid-19.
La finalità è quella di consentire di riattivare i progetti attualmente sospesi e far iniziare quelli non ancora avviati, così da contribuire alla gestione della straordinaria situazione di emergenza che il Paese sta affrontando, nel rispetto delle disposizioni del Governo e in linea con i principi di precauzione e cautela che il contesto impone. È infatti dovere delle istituzioni, degli enti e dei giovani operatori volontari che compongono il nostro sistema del servizio civile, ha spiegato la circolare, continuare ad assicurare, con responsabilità e consapevolezza, il contributo quotidiano a favore dei territori e delle comunità. In questi giorni, più che mai, i progetti di servizio civile rappresentano infatti strumenti preziosi per garantire quotidiano supporto e assistenza alle comunità, in uno sforzo comune di solidarietà.

Le procedure di riattivazione

L’attuale quadro dei progetti di servizio civile universale si configura nel modo seguente:
1) progetti avviati nei mesi scorsi e attualmente attivi;
2) progetti avviati nei mesi scorsi e attualmente sospesi;
3) progetti non ancora avviati.
Nel primo caso le attività proseguono regolarmente e gli operatori continuano a prestare servizio. Nel secondo caso gli enti hanno tempo fino al 15 aprile per riattivare i progetti sospesi in modo ordinario, cioè mantenendo la previsione originaria e gli obiettivi individuati, oppure rimodulando i progetti stessi alla luce delle nuove mutate esigenze. In entrambi i casi l’ente deve acquisire preventivamente il consenso dei singoli operatori volontari rispetto alla ripresa delle attività e alle modifiche introdotte.
L’inizio di un progetto non ancora avviato, infine, avviene secondo le stesse procedure previste per la riattivazione, ossia in modo ordinario o con rimodulazione.

Le modalità di attuazione

Le attività possono essere realizzate “sul campo” (cioè presso la sede originaria di attuazione del progetto o presso la sede di altro ente, anche sulla base di gemellaggio), ottemperando a quanto previsto dalle normative vigenti in termini di spostamenti e di distanziamento sociale, oppure possono essere realizzate “da remoto” (ossia il volontario opera presso il luogo in cui dimora). Può avvenire che per una singola sede parte degli operatori volontari svolga attività sul campo e parte da remoto.
Se l’operatore volontario presta servizio “sul campo” è necessario che sia dotato dei dispositivi di protezione individuale adeguati all’esposizione al rischio.

Lo status degli operatori

Nel caso di progetti attivi i volontari in servizio attivo proseguono le proprie attività come previsto.
Per i progetti attualmente sospesi gli operatori in regime di “sospensione” continuano a beneficiare del permesso straordinario retribuito fino alla riattivazione del progetto, che dovrà comunque avvenire entro e non oltre il prossimo 16 aprile.
Riguardo ai progetti interrotti, i volontari dovranno recuperare il periodo di servizio non prestato oltre la scadenza del contratto di servizio civile universale sottoscritto, che verrà pertanto prorogato per un periodo pari a quello di interruzione. Per contribuire a fronteggiare il momento di crisi economica che anche gli operatori volontari e le loro famiglie stanno vivendo, l’assegno mensile è regolarmente erogato anche durante il periodo di interruzione temporanea del servizio. Il contributo non sarà conseguentemente corrisposto a partire dal riavvio del servizio e per un periodo pari a quello dell’interruzione fruita.

La rescissione del contratto

Gli operatori che non intendono proseguire il servizio nel progetto cui sono assegnati e che viene riattivato, oppure nel proprio progetto rimodulato, o in altre attività messe a loro disposizione attraverso gemellaggio con altro ente, devono ricorrere all’interruzione di servizio, comunicandola all’ente. In tal caso il contratto di servizio civile verrà rescisso.

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