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Franco Battiato

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È morto oggi, 18 maggio, Franco Battiato. Il cantautore siciliano lascia oggi agli italiani una grande tristezza, ma anche un vasto patrimonio di vere e proprie poesie in musica. La stessa musica che lui stesso ha sovvertito.

Ognuno avrà sicuramente la sua playlist personale di Franco Battiato. Ma di seguito proponiamo una serie di brani del cantautore che hanno fatto la storia della musica italiana.

L’ERA DEL CINGHIALE BIANCO (1979)
È il brano che dà il titolo all’album che, sebbene non sia mai entrato in classifica il disco, la canzone è diventata una delle principali del suo repertorio. All’interno si trovano molti riferimenti alla mitologia che sono poi metafora del rifiuto delle contraddizioni a un mondo moderno

PROSPETTIVA NEVSKI (1980)
La canzone si riferisce all’Unione Sovietica negli anni in cui era ancora attiva la guerra civile. Periodo che si concluse con la morte di Lenin. Il brano è stato pubblicato per la prima volta nell’album “Patriots” e 14 anni dopo, anche nell’album “Unprotected”

CENTRO DI GRAVITA’ PERMANENTE (1981)
Un brano apparentemente senza senso, che in realtà racconta della sensazione di smarrimento che prima o poi si prova almeno una volta nella vita. La canzone è contenuta all’interno de “La voce del padrone”, uno degli album di maggiore successo di Franco Battiato.

BANDIERA BIANCA (1981)
Il ritornello di questa canzone “sul ponte sventola bandiera bianca” riprende i versi di una poesia di Arnaldo Fusinato. Con questo brano, Battiato fa una critica alla società contemporanea, focalizzando l’attenzione sul terrorismo, la dipendenza dai soldi e la politica. E cita anche alcuni artisti tra cui i Doors, Alan Sorrenti e Bob Dylan. Anche “Bandiera bianca” è un singolo contenuto nell’album “La voce del padrone”.

CUCCURUCUCU’ (1981)
Contenuto anche questo ne “La voce del padrone”, album considerato una delle colonne portanti della musica italiana. Un brano che, come per “Centro di gravità permanente”, sembra avere un testo non sense e casuale. In realtà “Cuccurucucù” è costituita da una serie di citazioni, prima fra tutte  «cuccurucucù Paloma», canzone di Tomas Mendez e poi l’Illiade, Mina, Milva, Nicola di Bari; e ancora, canzoni dei Beatles, dei Rolling Stone di Bob Dylan.

VOGLIO VEDERTI DANZARE (1982)
Contenuta nell’album “L’Arca di Noè”, sostanzialmente indica le differenze e le divergenze tra il mondo musicale occidentale e quello orientale. Con un testo esoterico ed esotico, il ritmo incalzante e coinvolgente l’ha reso uno dei brani di maggiore successo di Battiato. Tanto che ne esiste anche una versione dance di dj Prezioso, diventata celebre negli anni ’90.

LA STAGIONE DELL’AMORE (1983)
Un brano che si contraddistingue per l’assenza di strumenti acustici e la presenza esclusiva del digitale. Contenuto nell’album “Orizzonti perduti”, racconta lo scorrere del tempo e l’alternanza delle stagioni attraverso il sentimento dell’amore.

E TI VENGO A CERCARE (1988)
“E ti vengo a cercare” rappresenta per Franco Battiato il ritorno alla musica leggera e intima. Il cantautore siciliano l’aveva abbandonata infatti, per dedicarsi a esperienze più commerciali. Un testo ricco di significati profondi e di successioni, per un brano contenuto in uno dei suoi album di successo, “Fisiognomica”.

POVERA PATRIA (1991)
È quasi un punto di svolta nella musica del cantautore. “Povera patria” rappresenta infatti la volontà di Battiato di unire la musica leggera a quella classica. Contenuta nell’album “Come un cammello nella grondaia”, nonostante risalga agli anni ’90, resta ancora molto attuale.

LA CURA (1996)
È considerata tra le più belle e commuoventi canzoni d’amore ed è anche stata proclamata Canzone italiana dell’anno, nel 1997. Ne “La cura”, Battiato si rivolge alla persona amata rassicurandola e promettendo la sua vicinanza. E ancora, facendo leva sul potere curativo della musica ed esortandola alla guarigione.

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