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Speciale Olimpiadi, 1996, l’anno dei velocisti e degli anelli 

Nazionale
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UN secolo di storia: chissà se il barone de Coubertin immaginava che la sua creatura sarebbe stata tanto longeva... E tanto fortunata, con un successo di pubblico sempre crescente e un peso nelle vicende internazionali che cento anni dopo i Giochi del 1896 era cresciuto in maniera esponenziale.

La Grecia avrebbe voluto ospitare ad Atene le Olimpiadi del 1996, ma il CIO le ha preferito un'oscura città dell'entroterra americano, Atlanta, famosa per essere una delle location di "Via col Vento" e, soprattutto, la sede della Coca Cola, da sempre grande sponsor dei Giochi. Nonostante le polemiche infinite e l'organizzazione non proprio impeccabile, questa XXV edizione, aperta dal mitico Muhammad Alì, è stata un successo.

Per l'Italia la trasferta americana è ancora una volta un trionfo, con 35 medaglie conquistate di cui 13 d'oro. Gli Azzurri, come sempre, la fanno da padroni nella scherma e nel ciclismo e vedono affermarsi l'astro di Juri Chechi agli anelli. Per la gioia dei padroni di casa, il grande Carl Lewis conquista il quarto oro consecutivo nel salto in lungo e il velocista texano Michael Johnson, primo a riuscirci tra gli uomini nella stessa edizione dei Giochi, vince l'oro nei 200m e nei 400m e straccia il vecchio record di Pietro Mennea.

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