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“L’IMPORTANTE non è vincere, ma partecipare”, parola del barone francese Pierre de Coubertin, promotore, anzi inventore delle Olimpiadi moderne. Dopo che nel 393 l’Imperatore Teodosio I ne vieta l’organizzazione considerandole una festa pagana, la storia delle Olimpiadi ricomincia a Parigi, nel 1894, con un congresso che riunisce alla Sorbona 78 delegati (tra cui molte teste coronate) che rappresentano i più importanti Paesi del mondo. L’iniziativa nasce sull’onda della riscoperta dell’età classica, del nuovo interesse suscitato dalla civiltà greca e romana dopo le scoperte archeologiche di quegli anni.

Sulla città che avrebbe dovuto ospitare la nuova manifestazione si discute molto, ma poi un voto unanime decide per Atene. Già allora, però, la Grecia è in crisi economica e così l’organizzazione dei Giochi attraversa parecchie difficoltà, ma alla fine il 6 aprile del 1896 allo stadio Panathinaiko si apre la Prima Olimpiade. I Paesi in gara sono solo 14, gli atleti tutti uomini e quasi tutti greci e 9 le discipline, ma i Giochi sono comunque un successo. Il primo campione è l’americano James Connolly, che vince il salto triplo. Un greco, Spiridon Louis, trionfa in una gara dal grande valore simbolico: la maratona. Ai vincitori va una corona d’olivo e una medaglia d’argento.

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