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La Seconda Guerra mondiale inghiotte due Olimpiadi – nel 1940 e nel 1944 – e così ci vuole il 1948 per avere una nuova edizione dei Giochi

La Seconda Guerra mondiale inghiotte nella sua spirale di morte due Olimpiadi – quelle del 1940 e quelle del 1944 – e così ci vuole il 1948 per avere una nuova edizione dei Giochi, che il CIO assegna a Londra. Come già nel 1920, alcuni Paesi non vengono ammessi e le risorse sono ridotte all’osso, tanto che molti atleti sono alloggiati in accampamenti militari, ma l’organizzazione è abbastanza efficiente.

Per la prima volta tra i campioni che si fanno notare c’è una donna, la velocista olandese Fanny Blankers-Koen, e dopo i successi della Germania nazista gli Usa tornano al primo posto nel medagliere. Vanno bene l’Italia che conquista 8 ori e la squadra di calcio svedese, dove gioca il grande Nils Liedholm.

Nel 1952, la guerra sembra già un ricordo del passato, tanto sono ben organizzati i Giochi di Helsinki, con impianti meravigliosi e tre Villaggi olimpici. Partecipano 69 Paesi e rispondono all’appello anche la Germania, il Giappone e l’Urss. Le Nazioni del blocco sovietico sono le protagoniste indiscusse di questa XV Olimpiade, con Mosca che quasi eguaglia gli Usa e Ungheria (la squadra di calcio di Puskas e Kocsis vince tutte le partite) e Cecoslovacchia che fanno incetta di medaglie.

Tutto merito del “dilettantismo di stato”, il sistema inventato dai nazisti per cui gli atleti sono mantenuti dalle finanze pubbliche.

L’Italia conquista 21 medaglie e fa conoscere al mondo lo schermidore Edoardo Mangiarotti che nel corso degli anni, con ben 15 medaglie, sarà l’atleta più premiato dello sport italiano.

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