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Uno scatto dalla festa incriminata; il sindaco di Casamassima Giuseppe Nitti

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CASAMASSIMA (BA) – «Abbiamo avuto paura, mi sono spaventata quando ho visto tutti gli altri correre verso l’altra uscita, potevamo farci male, potevano calpestarci». La chiusura a sorpresa della festa di liceali, tenutasi sabato sera a Villa Casale a Casamassima, raccontata da Antonella (ndr, nome di fantasia) ricorda l’epilogo drammatico di tre anni fa nell’anconetano, quando il fuggi fuggi dei ragazzi verso l’uscita della discoteca provocò numerosi morti e feriti. Non è andata fortunatamente così nel barese, dove il party organizzato dai ragazzi dei licei Cirillo, Salvemini e Socrate è stato interrotto verso le 23 dall’arrivo di alcune pattuglie della polizia locale e dei carabinieri.

Quando mancavano ancora due giorni alle norme più morbide introdotte dal consiglio dei ministri sulla capienza al 50 per cento nei locali da ballo (in vigore da domani), le forze dell’ordine hanno dovuto fronteggiare una situazione al di fuori delle regole: all’interno di Villa Casale c’erano centinaia di ragazzi (i numeri dichiarati parlano di 7-800 persone), per la maggior parte minorenni, accalcati e senza mascherine. La festa, infatti, si sarebbe dovuta tenere all’aperto ma la pioggia ha costretto gli organizzatori a spostarla all’interno.

Unici requisiti: il braccialetto che certificava l’acquisto del biglietto e il green pass: «Lo avevamo, certo – assicura Antonella – ma all’ingresso non lo chiedevano a tutti, solo ad alcuni». Nessun discrimine, al contrario, sulla somministrazione di alcol: «Non ci hanno mai chiesto l’età né un documento – aggiunge Francesco – Ogni volta che andavamo al bar, potevamo chiedere qualsiasi cosa e ce lo davano. Ma non è una novità, alle feste funziona sempre così».

Una circostanza che, se confermata, porterebbe molto lontano rispetto a quello che prometteva la locandina dell’evento: uno “school party” per iniziare l’anno scolastico con il divertimento nel rispetto delle norme di sicurezza. L’arrivo delle forze dell’ordine che hanno piazzato le auto dinanzi all’ingresso principale, peraltro, ha indirettamente provocato la fuga dei ragazzi verso la vicina statale 100, in evidente situazione di pericolo: «Ho detto alle mie amiche: “non muoviamoci, è pericoloso – ricorda Antonella – restiamo calme, la polizia non ce l’ha con noi, ma con i proprietari”. Intanto però un sacco di ragazzi sono scappati senza i cappotti, al guardaroba non c’era nessuno e molti li hanno scambiati. Ma questo era il meno peggio».

La fila di auto davanti all’ingresso e sulla statale, dei genitori accorsi a recuperare i figli spaventati, la statale bloccata per un lungo tratto. «Non è stata una bella serata, no, ma poteva andare peggio», chiosano. Il locale è stato quindi chiuso per cinque giorni e sono state emesse sanzioni amministrative.

Non sono mancate le polemiche sui social, e il sindaco di Casamassima, Giuseppe Nitti, ha ringraziato «i comandanti di polizia locale e carabinieri, gli agenti della polizia locale e gli uomini dell’arma per la tempestività dell’intervento e per la grande professionalità dimostrate».

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