X
<
>

La folla davanti alla caserma dei carabinieri di Corato dopo i quattro arresti e il sindaco De Benedittis

Condividi:

CORATO – «Le immagini che abbiamo visto ieri (mercoledì, ndr) di fronte alla caserma dei carabinieri sono preoccupanti. C’è una sorta di modello al negativo che fa presa ancora su troppe persone che va stigmatizzato e approfondito. Auspichiamo una reazione forte della città sana, che deve far sentire la propria indignazione». Sono le parole di Corrado De Benedittis, sindaco di Corato, pronunciate all’indomani delle scene di sostegno alle quattro persone arrestate, a vario titolo, per tentata estorsione e rapina ai danni di un fruttivendolo, registratesi davanti alla caserma dei carabinieri della città.

Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, nella mattinata di mercoledì scorso, i quattro si erano presentati davanti al negozio dell’uomo chiedendogli il pagamento del pizzo sotto minaccia di una pistola. Al rifiuto di consegnare il denaro, uno di loro l’ha colpito alla testa col calcio della pistola rubandogli del denaro. Poco dopo, il blitz dei carabinieri e, in serata, la conferma dell’arresto cui è seguito un presidio di centinaia di persone in favore degli arrestati.

«Le scene che abbiamo visto a Corato – aggiunge il sindaco di Bitonto e vicepresidente di Avviso pubblico, Michele Abbaticchio – sono comuni in alcune zone del Mezzogiorno in cui vige la cultura della contestazione allo stato di diritto a favore dello stato mafioso. Scene che avremmo voluto dimenticare ma che la quotidianità ci ripropone questa volta con un allarmante numero di contestatori. Un corteo che promuove la cultura della mafia e che dovrebbe scuotere tutte le coscienze della società civile. Dopo l’emergenza Covid siamo ai limiti della guerra civile nel campo dell’antimafia sociale. E una partita vitale che molti stanno trascurando»

Qualche settimana fa, il primo cittadino di Corato aveva denunciato ai carabinieri una situazione insostenibile, depositando poi una memoria con alcune notizie di reato. Anche da lì è partita l’attività investigativa che ha portato a un potenziamento dei controlli e al blitz dell’altro giorno con l’arresto dei presunti taglieggiatori, tutti molto giovani.

«Siamo di fronte ad una grave sconfitta della società civile e delle istituzioni, e davanti a un’emergenza educativa, pedagogica e sociale di cui bisogna farsi carico – spiega ancora il sindaco De Benedittis, che da poco ha deciso di aderire alla rete di Avviso pubblico -. Le istituzioni devono dare delle risposte forti sul piano delle politiche sociali, educative e di prevenzione. Ma ci deve essere anche l’impegno dei cittadini.

Ora per tutti quei commercianti e quegli imprenditori che hanno subìto minacce e intimidazioni è arrivato il momento di denunciare. Non si può scaricare tutto sulle forze dell’ordine, a cui vanno i nostri ringraziamenti per l’impegno e la determinazione con cui hanno lavorato», conclude De Benedittis mentre annuncia per domani, sabato 27 novembre, una manifestazione cittadina per dare un segnale forte di presenza delle istituzioni.

Condividi:

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA