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Il teatro Petruzzelli di Bari

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L’incontro riservato risale esattamente a due settimane fa. Da una parte il Comune, rappresentato dal sindaco Antonio Decaro, dal capo di gabinetto Vito Leccese e dal direttore generale Davide Pellegrino, dall’altro i funzionari di Palazzo Chigi. Sul tavolo la copiosa documentazione del fascicolo e un chiarimento dirimente: l’ente comunale non ha avuto alcun ruolo nella fase di ricostruzione del teatro.

Il Petruzzelli di Bari è finito nuovamente nelle stanze romane e questa volta direttamente in quelle del Governo dopo la precedente interlocuzione di fine novembre con il ministro alla Cultura Dario Franceschini. Una spedizione romana che accelera il percorso legislativo entro il quale occorrerà trovare una soluzione definitiva (l’esproprio?) attorno al politeama, all’indomani delle due sentenze choc che hanno ristabilito la proprietà dell’immobile in capo agli eredi Messeni Nemagna, condannandoli contestualmente al pagamento di 43,4 milioni allo Stato per la ricostruzione, ed annullato definitivamente il protocollo d’intesa che avrebbe dovuto regolare i rapporti tra i privati e il pubblico.

Gli uffici di Palazzo Chigi nelle scorse settimane hanno notificato a Palazzo di città le due sentenze, ritenendo erroneamente il Comune quale ultimo commissario straordinario per la ricostruzione dopo le due gestioni sotto Angelo Balducci (culminata in un’inchiesta giudiziaria) e Gerardo Baione. E al tavolo romano dello scorso 3 dicembre il sindaco Decaro ha, punto per punto, spiegato ai tecnici del Governo l’estraneità del Comune, stabilita dalla sentenza del Tar del Lazio che nel 2017 accolse il ricorso dell’amministrazione barese contro l’ordinanza del capo della Protezione civile.

Ordinanza che nel marzo 2013 individuava nell’allora sindaco Emiliano l’ultimo commissario per la chiusura di tutta la fase relativa alla ricostruzione e al quadro economico. L’amministrazione barese ha ora potuto precisato la propria posizione diventando automaticamente spettatore molto interessato alle modalità con le quali lo Stato regolerà i conti con i Messeni Nemagna. Anche perché quella sentenza del 2017, illustrata a Palazzo Chigi, contiene un passaggio chiave: già nel 2009 l’avvocatura generale dello Stato metteva i costi della ricostruzione del Petruzzelli «a carico di chi risulterà suo legittimo proprietario».

Tale parere ha ritenuto che il diritto del Ministero al rimborso delle somme avrebbe potuto essere esercitato sia nei confronti dei predetti soggetti privati che «nei confronti dell’amministrazione comunale di Bari qualora quest’ultima fosse ritenuta effettiva proprietaria dell’immobile, salvo diverse intese fra i due soggetti pubblici». E, storia di oggi, i giudici della Corte di Appello di Bari meno di un mese fa hanno stabilito che il teatro non è di proprietà pubblica. Praticamente un gol a porta vuota per il Comune che ha perso sì la titolarità del bene, ma dall’altro lato non sarà mai tirato in ballo per risarcire lo Stato sui costi della ricostruzione.

La spedizione romana alimenta però i sospetti degli ultimi giorni. La famiglia Messeni Nemagna non hai mai totalmente creduto alle motivazioni con le quali lo scorso 7 dicembre si è vista annullare l’incontro al Comune dal sindaco Decaro, irritato per le dichiarazioni a mezzo stampa, fatte a suo dire di «continue provocazioni e prove muscolari». Dialogo definitivamente chiuso anche con la decisione del primo cittadino di non aderire all’istituto di mediazione chiesto dagli eredi Petruzzelli e previsto per lunedì 20 dicembre. Insomma, una chiusura totale forse perché Decaro ha già la soluzione in tasca individuata dal Governo.

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