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Priscio, termine dialettale barese che non riesce a tradursi, eppure è il nucleo ideativo e fondativo di Touplay, società cooperativa, che ha fatto del gioco, un lavoro, una condizione vitale, entusiastica. Nasce nel 2017 grazie ad un bando Pin vinto dalla Regione Puglia come idea innovativa imprenditoriale capace di incrociare la tensione del gioco come veicolo di riattivazione civica, di benessere, e di apprendimento. Il dovere che si trasforma in un piacere collettivo, comune, ed edificante.

Oggi i quattro fondatori della società possono vantare la partecipazione al prestigioso festival di fumetti Comics & Games di Lucca, intervenendo nel palinsesto dei panel dei talk “Inclusione e partecipazione” . Comune di Bari, Alc Mellon, Associazione Ludica Apulia, BGeek, Scuola Marconi, Museo Civico di Bari, Scarti – Associazione Culturale, Save The Children, BImpact Hub Bari, Distretto Produttivo della Puglia Creativa sono solo alcuni nomi tra le collaborazioni locali.

Foto di gruppo di Touplay

«Touplay adesso è una comunità di pratica del gioco. Include giovani, bambini, professionisti ed adulti che giocano non per perdere tempo ma per conoscere meglio gli altri, per partecipare attivamente alla vita di comunità». Aldo Campanelli co-fondatore di Touplay interpreta l’atto del gioco come un’occasione di apertura di definizione di se nell’operare ed anche per estrapolare racconti e saper fare artigianale della cultura locale in quanto il gioco è interazione.

E’ attraverso questa chiave di accesso che per Touplay il gioco di ruolo diventa strumento di promozione della storia locale tra i musei e comuni . Scritto il progetto nel 2017 da un’idea incubata presso l’Università di Bari, la società cooperativa è istituita nel 2018 dopo aver vinto il progetto di intesa under 35, per attività ludiche capaci di impattare. La Regione si è impegnata in una parte del finanziamento, da cui segue una fase di accompagnamento, con professionisti di riferimento per rafforzare il progetto e poi di mobilità, per confrontarsi con gli operatori del settore. Da qui deriva la collaborazione di TouPlay con Comics Lucca Festival che smuove 20 milioni di fatturato all’anno: un appuntamento ormai ventennale.

Touplay attraverso il suo costante e progressivo operato, ha permesso alla Regione Puglia di entrare in una nuova rete, con l’incontro di Ricccardo Turisano, in Giocaruolando, rete nazionale e d’accesso per lo stesso Festival di Lucca che mette in relazione tutti le realtà ludiche innovative italiane. La tappa nazionale arriva per Touplay a fine 2019 e ha saputo resistere al Covid-19 poiché il gioco di ruolo è da sempre una comunità digitale primitiva: «Nel 2001 già usavo zoom, quindi ci siamo sentiti in pandemia anche degli artigiani che insegnavano ad utilizzare degli strumenti come Microsoft Team – racconta Aldo. iPerdere i proprio caratteri per ricomporli attraverso una nuova narrazione in cui pensi di non essere tu e alla fine proietti te, e i tuoi desideri.

E’ questo il gioco di ruolo che ha resistito al tempo e rompe gli schemi: un cerchio magico in cui si perdono i propri connotati sociali spesso vincolanti e consente di accedere in una nuova piazza democratica risanata, con regole e obiettivi diversi ma uguali per tutti. Giochi da tavolo, analogici, videogame, lo skate sono solo alcuni degli strumenti utilizzati da Touplay che circuita anche nella rete europea Dragon Legion, per scambi culturale tra animatori socio educativi, dall’Irlanda all’Estonia, e con progetti Erasmus +.

Queste esperienze consentono loro di conoscere storie di culture passate, come quelle dei vichinghi, o alla riscoperta di antiche società matriarcali a Creta. Memorie riportate in vita tramite il gioco. Si estrapola il valore della cultura a servizio del presente, producendo impatti positivi sul benessere dei partecipanti.«Tutto questo permette di vivere una storia epica, perché permette di generare vicende con eroi ed eroine per arrivare a degli obiettivi.

I nostri sono pedagogici, strumenti per poter percorrere pezzi di strada insieme e quindi cambiano vestito in base a quello che c’è da fare. Bisogna imparare l’inglese ? Possiamo raccontare una storia in italiano, ma i dialoghi di questa storia falsi in inglese parole in inglese». Da incontri europei a quelli locali, Touplay circuita in una rete fittissima, che è risultata poi allettante anche all’Italia, e da qui è chiamata al Lucca Comics & Games, dal 29 ottobre al’1 novembre, inserendosi tra i talk nella sezione “Partecipazione ed inclusione”.

Spiegherà come il gioco di ruolo consenta di superare sfide sociali e culturali, anche in quartiere come il Libertà, dove hanno base operativa, presso Spazio 13 con numerose associazioni culturale e sociali, dove multiculturalismo e rischi di devianza sociali sono pressioni ancora da gestire e modellare dal basso. Qui la forza del priscio genera forme di sussidiarietà spontanee: «Il gioco di ruolo è un esercizio di esorcizzazione di libertà. I ragazzi non si stancano. L’estate sfruttiamo l’occasione del Ministero della Famiglia, recapitata dai Comuni, per creare i centri estivi. Il coordinatore del centro estivo diventa il capitano team, gli operatori diventano gli ufficiali di bordo, e i giovani del Libertà i nostri pirati». E grazie alla forza del priscio si deve sconfiggere un mostro verde con il naso lungo che vuole trasmettere la susta a tutti. La noia.”

L’applicazione, che afferisce anche al luogo dove si tengono i giochi, ha avuto risvolti inaspettati: la compartecipazione della comunità nigeriana, dei figli dei negozianti cinesi che riesce ad aprirsi, bambine ipocondriache che si sciolgono diventando aiutanti infermiere nel gioco di ruolo raccontano uno spaccato: l’immaginazione che riesce ad impattare anche tra pieghe più sensibili di un contesto a volte degradato come il quartiere Libertà che riesce a trasformare le proprie dinamiche ordinarie. «A volte buttiamo i bambini nel teatro tutto buio con una sola candela, e se la candela si spegne il nemico li sconfigge, quindi cercano di fare tutto il possibile per mantenere la candela accesa, la candela del coraggio».

Questa metodologia sviluppata per progetti che coinvolgevano ragazzi minori a rischio devianza, è stata utilizzata anche per i bambini che hanno dai 6 ai 12 anni. Alcuni di loro diventano anche volontari perché il priscio è tensione vitale, perché é desiderio, come il latino suggerisce: guardare alle stelle. Touplay è l’esempio di come il lavoro non sia un gioco, ma con il gioco può diventare una questione seria e allo stesso tempo vitale ed entusiastica. Un priscio.

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