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L’edificio storico che ospita il Consiglio di Stato

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BARI – In quarantena perché positiva al Covid-19, non ha potuto partecipare al concorso indetto dall’Asl di Bari per l’assunzione di 60 tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro. L’azienda sanitaria, quindi, l’ha esclusa ma il Consiglio di Stato, accogliendo il ricorso della dottoressa, ha disposto l’ammissione con riserva alle prove orali, bloccando la graduatoria finale.

Una decisione che, se dovesse essere confermata anche durante l’udienza collegiale in calendario giovedì prossimo, farebbe giurisprudenza e aprirebbe la strada a centinaia di altri ricorsi in Italia.

La vicenda è iniziata il 14 luglio scorso, quando la dottoressa esclusa ha presentato ricorso al Tar Puglia per «l’annullamento, previa emissione di idonee misure cautelari, del bando di concorso pubblico per titoli ed esami, per 60 posti di tecnico della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, pubblicato sul Bollettino ufficiale dalla Asl Bari», si legge nel documento.

In particolare, i legali della ricorrente chiedevano al Tribunale contestavano il fatto che il bando non prevedesse «la possibilità per i candidati di partecipare a prove suppletive», oppure di poter svolgere «le prove in modalità da remoto o altra modalità idonea in caso di positività al virus Covid-19».

Sono due gli articoli del regolamento del concorso che gli avvocati hanno contestato, il 9 e il 10. Il primo sanciva che «la mancata presentazione alla prova preselettiva, ancorché dipendente dal caso fortuito o da forza maggiore, comporterà l’automatica esclusione dalla procedura concorsuale». L’articolo 10, invece, prevedeva che «i candidati che non si presentano a sostenere le prove di concorso nei giorni, ora e sedi stabiliti, saranno dichiarati esclusi dal concorso, quale sia la causa dell’assenza, anche se non dipendente dalla volontà dei singoli concorrenti».

Con ordinanza numero 266, il Tribunale amministrativo della Puglia, però, ha respinto l’istanza cautelare, compensando le spese di giudizio. La dottoressa non si è data per vinta e ha proposto appello verso l’ordinanza del Tar, chiedendo l’emissione di misura cautelare d’urgenza monocratica.

Con decreto numero 4396/2021 il presidente della III sezione del Consiglio di Stato ha, invece, accolto l’istanza di misura cautelare monocratica, disponendo, quindi, l’ammissione con riserva dell’appellante alle prove orali del concorso e ha rinviato, per l’esame collegiale dell’appello cautelare, alla camera di consiglio che si terrà il prossimo 16 settembre.

Se la misura cautelare di urgenza dovesse essere accolta si verrebbe a creare un precedente: in sostanza, tutti coloro che non hanno potuto partecipare ad un concorso pubblico nell’ultimo anno e mezzo perché obbligati alla quarantena dalla positività al Covid potrebbero impugnare la graduatoria finale e chiedere di essere riammessi. L’Asl Bari ha ovviamente deciso di costituirsi in giudizio per far valere le proprie ragioni.

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