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Una delle proteste dei dipendenti comunali che hanno versato soldi alla Cassa Prestanza

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Vertice il 22 ottobre in Prefettura tra sindacati e Comune per frenare lo stato di agitazione annunciato sulla vertenza della Cassa Prestanza, una cassa di previdenza sovvenzioni ed assistenza istituita dal Comune, ora in fase di liquidazione. In un primo momento la riunione era stata convocata per questa mattina, ma ieri la Prefettura ha comunicato il rinvio. Circostanza che non è piaciuta ai sindacati, pronti ora a fare partire le assemblee di protesta.

«Questo rinvio – spiega Luigi Lonigro, segretario Fp Cgil Bari – è una testimonianza che la questione non è all’attenzione delle istituzioni. Ora partiremo con le assemblee, in attesa dell’incontro della prossima settimana. Presenteremo – continua – al prefetto la richiesta di apertura di un tavolo di crisi: questo della Cassa Prestanza è un problema serio, che non è che si risolve con un incontro per evitare le mobilitazioni».

I sindacati Cgil, Cisl, Uil, Csa, Sulpl e Sgb hanno indetto lo stato di agitazione dei dipendenti del Comune di Bari riguardo proprio al caso della Cassa Prestanza: ci sono 1440 dipendenti ed ex dipendenti che hanno versato per anni parte del loro stipendio per potersela ritrovare in pensione. Ma quei soldi, quasi 15 milioni di euro, nessuno sa che fine abbiano fatto. Ne sono rimasti solo 3 milioni, utili a coprire al massimo il 20 per cento delle quote versate. «E’ il momento di interessare tutte le forze politiche e le istituzioni in campo – continua Lonigro – chiediamo un forte intervento affinché anche il prefetto si faccia carico di questa problematica.

Non si può consentire che i dipendenti perdano i loro risparmi, soldi che hanno affidato al Comune tramite la Cassa». Lunedì scorso le segreterie territoriali dei sindacati hanno quindi proclamato lo stato di agitazione del personale del Comune. «Non riteniamo assolutamente possibile – si legge nel documento – che circa 1.500 famiglie, tra lavoratori e pensionati, possano perdere il capitale versato. Si tratta anche, in molti casi, di decine di migliaia di euro che sono state prelevate nel corso della vita lavorativa dalle buste paga dei lavoratori, sottratti dal bilancio familiare di nuclei prevalentemente monoreddito, e che ora rischiano di svanire nel nulla».

In assenza di risposte positive sui diversi punti della vertenza, i sindacati sono pronti a intensificare le iniziative di mobilitazione e di lotta. Sarà organizzata anche una manifestazione pubblica in piazza Libertà a novembre. Annunciato infine uno sciopero unitario che paralizzerebbe la macchina amministrativa, con ripercussioni sui servizi per i cittadini.

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