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BARI – Tombini saltati a Santo Spirito con le strade invase da escrementi; alberi spezzati dal vento in pieno centro, in corso Italia; Carbonara «sott’acqua»; sottopassi allagati e chiusi; la spiaggia pubblica di Pane e pomodoro interdetta per lo sversamento in mare della fogna.

Anche il secondo temporale di stagione ha messo in ginocchio Bari, causando disagi e scatenando la rabbia dei baresi, ormai esasperati. La storia si ripete e il Comune non riesce a porvi rimedio: è sufficiente un acquazzone anche di pochi minuti per mandare in tilt una intera città.

È successo anche ieri mattina, la situazione più sgradevole a Santo Spirito: dopo l’intesa pioggia i tombini della fogna sono letteralmente esplosi e gli escrementi hanno invaso le strade, scendendo sino al porticciolo turistico. Una scena desolante che ha fatto infuriare commercianti e residenti, stanchi di ritrovarsi travolti dalla melma. Da via Fiume sino a via Napoli e parte del lungomare Cristoforo Colombo si sono trasformate in fiumi maleodoranti ed al ritirarsi delle acque piovane lo spettacolo sul manto stradale è stato persino peggiore.

Gli agenti di polizia municipale sono interventi insieme ai vigili del fuoco. Il temporale mattutino ha portato anche alla chiusura del sottopasso di via Rotella in entrambe le direzioni. Si sono, poi, registrati disagi anche nei pressi del sottopasso di via Quintino Sella e a Santa Fara dove un’auto è stata soccorsa dai vigili del fuoco. Sulla spiaggia di Pane e Pomodoro, puntualmente, sono arrivate le transenne con il divieto di balneazione per gli sversamenti in mare della fogna.

In corso Italia, alle 8 e 40 circa, i rami di un albero si sono spezzati, cadendo sulle auto parcheggiate. Fortunatamente in quel momento non c’erano persone a passeggio, in pochi minuti il pronto intervento dei vigili del fuoco ha riportato la situazione sotto controllo.

Il quartiere di Carbonara è stato sommerso, in molte strade la circolazione delle auto è stata sospesa: l’acqua piovana ha superato il livello dei marciapiedi e ha finito anche per allagare case e negozi al piano terra.

L’unica nota positiva è che non si sono registrati feriti, ma ad ogni temporale Bari rischia e la città affoga. Colpa anche ma non solo di un sistema fognario risalente agli anni Venti e che non è stato adeguato alle esigenze di una città che, nel frattempo, si è espansa moltiplicando il numero dei residenti.

Ma, soprattutto, è lievitata la dotazione idrica: per aver un’idea più precisa, oggi la dotazione idrica è di circa 250 litri al giorno per abitante, 40 anni fa era di 150. La fognatura nera, i vecchi collettori non reggono.

Le cause dei frequenti allagamenti sono principalmente tre, il primo: terreni meno permeabili a causa dei continui interventi dell’uomo. Per effetto dell’antropizzazione e dell’eccessivo utilizzo di suolo, l’acqua piovana viene assorbita con difficoltà, quindi scivola in superficie aumentando i volumi da smaltire.

Poi c’è il fattore mutamento del clima: le piogge oggi sono più brevi ma più intense, quindi cade molta acqua in un brevissimo lasso di tempo, mettendo in crisi le opere di presa e smaltimento progettate con criteri diversi. Infine, c’è un problema di sistema fognario vetusto.


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