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La Banca Popolare di Bari

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LA BANCA Popolare di Bari perde un altro pezzo lungo la strada del rilancio. A cedere, reggendosi ormai su pochi puntelli, è il collegio sindacale che il 2 settembre scorso ha dovuto rinunciare anche a Roberto Ferrara, dimessosi dalla carica di «sindaco effettivo e presidente del collegio sindacale – si legge in una nota dello stesso istituto – a causa di concomitanti impegni professionali presenti e futuri, incompatibili con l’importante incarico ricoperto presso la Banca».

Ed erano proprio impegni professionali che avevano indotto anche un altro componente del collegio, Gandolfo Spagnuolo, a lasciare, l’11 agosto scorso. Personali, invece, erano le motivazioni di Luca Aniasi, presidente dello stesso organo di controllo, il primo a dimettersi il 30 luglio scorso, e del tutto personali erano quelle di Alberto Beretta, che a fine agosto ha rinunciato all’incarico di chief lending officer, colui che in sostanza si occupava di assumere, direttamente o sottoponendole agli organi competenti, le decisioni rilevanti in materia di assunzione e gestione dei rischi di credito dell’istituto.

L’addio alla Popolare di coloro che, per mandato, hanno la responsabilità di vigilare sui conti riporta alla memoria quando ad aprile 2018, e cioè durante la gestione della famiglia Jacobini, lasciò l’allora presidente del collegio sindacale, Roberto Pirola, per ‘imprevisti motivi personali’. Nove mesi prima la Procura di Bari aveva iscritto nel registro degli indagati i vertici della banca, poi finiti agli arresti domiciliari nel gennaio del 2020 per il crac da due milioni che, ritengono gli inquirenti, Marco e Gianluca Jacobini avrebbero provocato, danneggiando migliaia di piccoli risparmiatori.

A rassicurare oggi gli azionisti sulla grande fuga arriva la dichiarazione dell’amministratore delegato Giampiero Bergami: «A nome di tutto il consiglio di amministrazione vorrei ringraziare Raffaele Ferrara per l’apporto professionale e per l’impegno profuso durante il suo mandato. La nostra azione sta procedendo secondo i piani – ha precisato – in attuazione delle direttrici strategiche pienamente condivise con la capogruppo, con cui la collaborazione è costante e proficua».

Dopo Aniasi, Spagnuolo e Ferrara, è però il momento di ricostruire il collegio sindacale: «Il consiglio di amministrazione della Banca, riunitosi in data odierna – annunciano – ha convocato l’Assemblea ordinaria degli azionisti per il giorno 25 settembre 2021 per nominare, come già preannunciato in precedenti note, i nuovi componenti del collegio sindacale. La banca darà seguito alle apposite comunicazioni previste per la convocazione assembleare e le relative modalità di partecipazione».

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