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Un render del progetto relativo alla nuova sede del Cnr nell’area dell’ex Manifattura tabacchi

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Il futuro della “nuova” Manifattura tabacchi, nel cuore del Libertà, è “bloccato” a causa della burocrazia. Lo dice chiaramente il presidente dell’Invmit (società di gestione del risparmio del ministero dell’Economia) Nuccio Altieri che, proprio ieri, ha tenuto un incontro con i progettisti per la realizzazione della nuova sede del Cnr nello storico edificio barese.

Si tratta di lavori per circa 33 milioni e 600mila euro che prevedono il recupero di ampia parte del compendio produttivo in disuso e l’insediamento nell’immobile di tutti i dipartimenti di ricerca del Consiglio nazionale delle ricerche, unitamente a interventi sulle aree aperte di sosta e ristorazione con implementazione di moduli fotovoltaici. L’intero isolato diventerà dunque un polo multifunzionale di ricerca e di attrazione internazionale, attivo 24 ore su 24, in cui convivono ricerca, innovazione, commercio, spazi pubblici e di comunità. Ad esempio sarà realizzato anche un street food market e una serra. Ospiterà fino a 700 ricercatori.

Nel mese di gennaio 2021 fu organizzata una conferenza stampa per lanciare l’avvio dei lavori. Lavori che però riguardavano esclusivamente la preparazione del cantiere. Dopo qualche mese tutto si è fermato, e non per via del Covid. «Le norme sulle gare europee – spiega Altieri – prevedono la validazione del progetto esecutivo. Cioè non bastava che il progetto fosse stato già approvato, ci vuole l’ok del soggetto validatore. La procedura di validazione è iniziata nel dicembre scorso: sono passati nove mesi, speriamo di essere in dirittura di arrivo». Ieri Altieri ha incontrato i progettisti. «Il progetto è stato consegnato al soggetto validatore, rispondendo anche alle osservazioni – continua Altieri – ci auguriamo che si vada verso la chiusura di questo percorso e di cominciare a lavorare da subito con i nostri tecnici per avviare gli atti amministrativi per la gara europea. Contiamo di pubblicare la gara entro il 2021. Questo è un progetto importantissimo e sono davvero scoraggiato dalla burocrazia. Ma speriamo di essere arrivati alla fine». I lavori dovrebbero durare due anni. Quindi, salvo ulteriori intoppi, la nuova sede del Cnr dovrebbe essere pronta nel 2024.

Ma nella Manifattura c’è anche un altro progetto, questa volta in via di completamento. Si tratta di Porta Futuro 2, che segue il già realizzato Porta Futuro 1, un centro fortemente voluto dall’amministrazione comunale per incrociare domanda e offerta del lavoro. Il nuovo Porta Futuro si sviluppa su due piani, su una superficie complessiva di 1.500 metri quadrati. Al piano terra (500 metri quadrati) saranno dislocate le funzioni più prossime all’utenza generica nonché a servizio della struttura, anche in previsione dell’insediamento del Cnr. Ospiterà anche un incubatore di startup innovative. Qui i lavori, finanziati dal Comune, sono conclusi. Mancano soltanto gli arredi, in arrivo a breve.

«Questo luogo – disse il sindaco Antonio Decaro il giorno dell’avvio degli interventi di restyling di questa seconda ala della Manifattura – sarà il motore di un percorso di rinascita del Libertà che passa anche dalla trasformazione fisica di una serie di spazi pubblici (piazza Redentore e piazza Disfida di Barletta) e dal rifacimento complessivo di via Dante, via Fieramosca e corso Mazzini, nonché di piazza De Nicola».

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