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La nuova giunta Melodia con le due donne nominate a cui aggiungere la sindaca: 3 su 8

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ALTAMURA – Potrebbe finire davanti al TAR, dopo un ricorso da parte di “Italia in Comune” la diatriba in merito alla composizione del nuovo esecutivo comunale. Una polemica che si inerpica tra diritto, pari opportunità, scelte politiche e in ultimo anche matematica, scattata dopo l’ufficializzazione della Giunta Melodia-3, che conta 5 assessori di sesso maschile (Menzulli, Galtieri, Antonacci, Lorè e Lorusso) e 2 di sesso femminile (Fiore e la vice-Sindaco Petronelli). Le doglianze del partito finito fuori dalla maggioranza dopo l’ultima crisi, si rifanno all’articolo 47 dello Statuto della Città di Altamura, che al primo comma prescrive: “Il Sindaco nella nomina dei componenti della Giunta promuove la presenza di ambo i sessi e garantisce che nessuno dei due sessi sia rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico”.

La questione è stata sollevata anche nel corso dell’ultimo consiglio comunale: “Volevo portare a conoscenza di tutti di una richiesta di parere che io e la collega Lillo abbiamo presentato questa mattina al Segretario Comunale, sempre relativa alla rappresentanza delle quote rosa all’interno della Giunta – ha informato il consigliere di IIC, Dibenedetto –. “Carissimo Segretario, visti i decreti di nomina della Giunta Comunale da cui si evince che il sesso femminile risulta rappresentato nella misura del 37,5%. Le chiediamo di rendere, durante il Consiglio Comunale di oggi, il seguente parere: la composizione della Giunta rispetta la previsione normativa dello Statuto della Città di Altamura?” Come abbiamo determinato questa percentuale? Tramite una semplice proporzione: 3 sta ad 8, come X sta a 100”.

Sempre durante il Consiglio è arrivata la risposta: “Il problema annoso che ha interessato nel tempo gli amministratori ha riguardato nel tempo le modalità del calcolo delle percentuali – ha ribattuto la Segretaria Comunale, dopo aver ricordato i vari passaggi legislativi che hanno portato alla genesi dell’articolo in questione –, atteso che la norma fa riferimento alla composizione della Giunta, non specificando il caso se nel conteggio rientri o meno il Sindaco. La questione è stata risolta dal Ministero degli Interni con parere del 27 maggio del 2019: il parere riprendendo la circolare ministeriale 6508 del 24 aprile 2014, riconosce che nel calcolo degli assessori a garanzia della rappresentanza di genere debba essere inserito anche il Sindaco.

La scelta del capo dell’amministrazione è pertanto stata improntata al rispetto della normativa generale e l’ultima composizione della compagine, atteso che su un totale di otto persone il Sindaco, confutato nel numero e 7 assessori, è garantita la presenza femminile pari al 40%, pari a 3,2 unità, e non al 37,5%. Nel caso di specie, l’unità numerica si arrotonda per difetto e non essendo superiore a 0.5. La scelta della Sindaca appare conferme al dettato legislativo e statutario”.

La risposta non ha soddisfatto “Italia in Comune” che calcola che 3 donne su 8 componenti siano pari al 37,5%, quindi inferiori al 40% prescritto mentre, la Segretaria parte da una base diversa: il 40% di 8 è pari a 3,2 e quindi, per arrotondamento a 3. “Intendiamo proporre ricorso al TAR, a seguito di interpello al Ministero degli Interni – spiega l’avvocata Anna Lillo, l’altra rappresentante in Consiglio di Italia in Comune – ma, stiamo facendo degli approfondimenti e potremmo anche decidere di proporre direttamente ricorso al TAR, senza attendere il pronunciamento del Ministero. I tempi potrebbero essere lunghi? Potrebbe darsi e credo che proprio su questo conti un’amministrazione che comunque ha perso la dignità”.

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