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Uno scorcio del quartiere di Sant’Anna; a lato, la sede del Comune

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Addio ai mix, formula che prevedeva la realizzazione su uno stesso terreno di case popolari ed edifici di edilizia convenzionata e agevolata. Una formula avviata ad esempio in zona Sant’Anna che però non ha avuto i risultati sperati: ancora oggi, a distanza di anni, i residenti si ritrovano con strade non asfaltate e senza fogna a causa di contrasti tra i consorzi che dovevano occuparsi appunto delle opere di urbanizzazione primaria e del Comune.

Con una delibera di giunta, il Comune ha deciso di mettere fine a questa procedura tanto decantata negli anni passati, soprattutto durante il primo mandato da sindaco dell’attuale presidente della Regione Michele Emiliano. Perché, nonostante i bandi per l’assegnazione dei suoli, le procedure sono andate deserte: nessuno, né cooperative né privati, ha mostrato interesse ai progetti di edilizia. E Il Comune quindi provvederà a restituire i terreni messi a disposizione dei privati. Ma procediamo con ordine.

Il Consiglio Comunale di Bari, il primo luglio del 1997, ha approvato i criteri definitivi per l’attuazione dei mix tra edilizia privata ed edilizia pubblica (sovvenzionata, convenzionata, agevolata) in alcune aree della città, secondo un modello perequativo, in base al quale lo sviluppo volumetrico è ripartito equamente, proporzionando tra i proprietari di dette aree sia le volumetrie a favore dell’edilizia privata, sia il corrispettivo riveniente dalla cessione volontaria al Comune del 40% delle aree per l’Edilizia residenziale pubblica.

I volumi destinati all’edilizia residenziale pubblica dovevano essere suddivisi, secondo le previsioni dello strumento urbanistico attuativo, in maniera tale che una percentuale pari al 36% dell’intera volumetria del comparto d’intervento fosse destinata all’edilizia sovvenzionata (Arca già Iacp) mentre la restante percentuale del 64% ad edilizia convenzionata e agevolata. Alla base dei mix da una parte c’era l’incentivazione a costruire anche alloggi popolari, dall’altra l’idea di non creare zone “ghetto” ma di unire appunto case di edilizia residenziale pubblica a edilizia convenzionata o agevolata e anche privata.
In un primo momento gli unici destinatari del bando per l’attuazione dei mix potevano essere le sole cooperative edilizie ed i loro consorzi.

Questo però ha ristretto la platea dei possibili destinatari, fra i quali le imprese di costruzioni. Il Comune ha deciso quindi di bandire due avvisi per avviare la formula dei mix in quartieri come Japigia, Palese, Santo Spirito e Sant’Anna. Il primo riservato alle cooperative è andato deserto, il secondo ampliato alle imprese private, ugualmente deserto. Nel frattempo però i proprietari di quei suoli dove dovevano sorgere i mix hanno bussato alla porta del Comune per chiederne il pagamento o la restituzione. La giunta ha quindi deciso di procedere con la restituzione.

«Quest’ultima circostanza documenta le criticità provenienti dal mercato di riferimento ed inoltre dà evidenza della complessità e della difficoltà di esecuzione dello strumento denominato mix», si legge nella delibera . Ove non sia possibile retrocedere l’area originariamente oggetto di cessione in favore del Comune di Bari, si provvederà, in sede di convenzionamento, alla restituzione di un’area «già destinata ad Erp» che corrisponda ai diritti volumetrici (volumi edificabili) a ciascuno spettanti, al netto dei rimborsi già liquidati.

La ripartizione Patrimonio dell’Ente ora effettuerà una verifica puntuale, municipio per municipio, quartiere per quartiere, per capire in che zone sussiste la reale necessità di abitazioni convenzionate. In questa maniera, con aree ben definite, forse si potrà procedere con una nuova formula. Per ora l’esperienza dei mix è stata accantonata.

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