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Dieci artisti per dieci murales. Così si rigenera e “rinasce” il quartiere San Paolo, meta di visitatori per tutta la giornata di ieri. Una domenica particolare, per celebrare la festa conclusiva di un percorso che intende portare a una «rivoluzione nel rapporto tra centro e periferia».

E’ finalmente realtà il Quartiere museale San Paolo, ovvero il progetto artistico realizzato dalla Fondazione Mecenate 90 che ha coinvolto artisti del panorama locale, nazionale e internazionale nell’esecuzione di dieci murales sulle facciate di edifici di proprietà di Arca Puglia Centrale, con l’obiettivo di trasformare il San Paolo in un museo a cielo aperto.

E, a giudicare dalle presenze registrate ieri tra i palazzi dell’area museale, l’obiettivo principale – legare centro e periferia – è stato ampiamente raggiunto. In tanti ad ammirare le opere – tra una mostra di disegni dei bambini della scuola Don Milani, una biciclettata, una performance di giocolieri, un’azione di attivismo civismo (la pulizia di un’area) da parte dei volontari di Retake Bari e Generazione San Paolo e un concerto della street band La Bandita – realizzate dai dieci artisti cimentatisi in questo coraggioso e ambizioso progetto curato da Stefano Antonelli e Gianluca Marziani.

Sono stati loro a coinvolgere Rizek, al secolo Giovanni Chiantera; Mattia Lorusso, Davide Casavola, Chekos (Francesco Ferreri), Felice Limosani, Skolp (Nicolò Loprieno), Caktus&Maria, ai quali si sono aggiunti gli italiani Ozmo (Gionata Gesi) e Hogre, l’australiano James Reka e il francese C215 (Christian Guermy).

«L’arte che celebra di C215, l’arte che afferma di Manu Invisible, l’arte che testimonia di Chekos, l’arte che simbolizza di Davide DPA, l’arte che astrae di Awer, l’arte che rappresenta di Rizek, l’arte che rallegra e seduce di David Pompili, l’arte che rassicura di Reka, l’arte che disturba di Hogre e l’arte che sfida la percezione di Skolp, che smonta l’architettura-ripetizione di cui è fatto il periurbano. Il nostro lavoro – spiegano Antonelli e Marziani – ha un solo scopo, accendere la macchina rigeneratrice umana, prima che urbana».

«Il nostro auspicio – ha sottolineato invece Ledo Prato, segretario di Mecenate 90 – è di fare del San Paolo, nel tempo, il più grande museo condominiale d’Italia creando nei fatti una rivoluzione nel rapporto tra centro e periferia fino a rendere questo quartiere un pezzo importante del capoluogo pugliese. Crediamo che questo possa contribuire a restituire fiducia e ad accrescere la reputazione di un quartiere troppo spesso stigmatizzato, segnato sì da fragilità importanti ma caratterizzato da un grande valore umano e sociale».

In linea col pensiero del sindaco di Bari, Antonio Decaro, che si è detto «contento di aver incontrato in questo percorso la competenza e l’esperienza dell’associazione Mecenate 90, il sostegno della Regione Puglia e la collaborazione di Arca». La Puglia, peraltro, è la prima regione italiana ad aver varato una legge sulla street art per la riqualificazione urbana, come ha ricordato l’assessore regionale alla Cultura, Massimo Bray, presente con gli altri rappresentanti istituzionali e gli artisti alla fase pomeridiana della festa.

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