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Lo stupro è avvenuto in un’area a ridosso della litoranea di Ponente

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BARLETTA – È stata minacciata con un coltello a serramanico, portata con la forza in un casolare abbandonato, picchiata e stuprata, ma ha avuto la forza di denunciare e ieri mattina i carabinieri hanno arrestato il presunto responsabile di tale violenza.

Si tratta di un tunisino di 51 anni, che viveva a Barletta, senza un lavoro e senza una fissa dimora. Andava a dormire in un casolare abbandonato, in viale Cafiero, a ridosso della litoranea di Ponente, d’estate affollata di ragazzi che ne frequentano i tanti locali.

Avvicinare la vittima, una 27enne, secondo quanto ricostruito dai militari, non è stato difficile per il suo aggressore, visto che i due si conoscevano. Tutto il resto l’uomo lo ha fatto con la forza. Minacciandola con un coltello l’ha costretta a seguirlo in quel rudere, l’ha umiliata e ferita alle braccia e all’inguine con il coltello, poi l’ha violentata. I medici hanno refertato le ferite e tutti i segni delle violenze subite sul corpo della giovane.

La donna ha denunciato quanto accaduto ai carabinieri. Così sono partite le indagini su quella notte di agosto, a pochi passi dai locali della movida estiva. Quanto denunciato dalla vittima, oltre ai referti medici e a tutta una serie di riscontri, anche immagini e filmati recuperati da telecamere che si trovano nella zona, hanno portato all’emissione da parte della procura di Trani della misura di custodia cautelare in carcere per il 51enne.

L’uomo dovrà rispondere di sequestro di persona, lesioni e violenza sessuale.Quanto accaduto è diventato immediatamente oggetto di scontro politico. «A Barletta un tunisino libero di circolare e delinquere, grazie alle inesistenti politiche immigrazioniste di Pd e M5s e della Lamorgese, e di compiere atti di violenza ai danni di una ragazza – ha detto il coordinatore regionale pugliese di Fratelli d’Italia, Marcello Gemmato.

Per il deputato di FdI, «L’immigrazione incontrollata non può compromettere la vita e la quotidianità di alcuni”. Dello stesso avviso anche il deputato e coordinatore della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, il quale chiede l’“espulsione immediata per il tunisino”, e invita la ministra Lamorgese a dimettersi.

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