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L’istituto “Colasanto” di Andria

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ANDRIA – «Quanto accaduto è grave ma anche comprensibile, si tratta di ragazzi che si sono ritrovati in prima superiore dopo due anni di didattica a distanza, poco scolarizzati, passati quasi dalle elementari alle superiori”. Così il dirigente scolastico dell’Istituto “Colasanto” di Andria, Cosimo Antonio Strazzeri, commenta quanto accaduto ieri mattina in una classe prima dove, dieci studenti, durante l’intervallo, hanno pensato bene di unire i banchi e fare una sostanziosa e golosa merenda, a base di pasta al forno.

“Siamo diventati in pochi minuti la scuola dei maccheroni”, dice il preside amareggiato. “Mai riscosso tanto clamore per iniziative che ci hanno visti impegnati in progetti importanti per la scuola, ma anche per la città, come per esempio gli interventi all’Officina San Domenico”, continua non senza un pizzico di polemica nei confronti dei media. Il fatto è che quanto accaduto è stato ripreso da uno degli studenti coinvolti e postato su Instagram, diventando subito virale.

“Questo è ancora più grave – ha precisato Strazzeri – perché il regolamento d’istituto vieta l’uso del cellulare a scuola e perché il Colasanto in questo modo è stato screditato”. Quando il dirigente è entrato in classe, dopo essere stato allertato dalla sua vice, intorno alle 11.30 di ieri, la pasta era già sparita e i ragazzi quasi disorientati, poco consapevoli di averla fatta grossa. “La mia reazione non è stata severa – ha precisato il preside – ma incisiva, ferma e paterna, perché capiscano la gravità delle loro azioni e le conseguenze delle loro azioni”.

“Per consumare quel pasto, cosa che in una scuola è vietata, hanno dovuto togliere le mascherine, stare vicini, insomma hanno violato una serie di norme anti Covid che sono rigidissime e tali devono essere a tutela della salute e della continuità didattica”.

E poi le riprese video, “questa è la cosa più grave”. “Se una punizione per questi ragazzi ci sarà, e comunque saranno gli organi collegiali preposti a deciderlo – ha concluso Strazzeri – essa mirerà a spiegare, educare ed evitare che episodi simili si ripetano”. Insomma, alla fine, i maccheroni “rischiano” di trasformarsi in una bella occasione di conoscenza e discussione fra studenti e dirigente scolastico.

“Ora torno alla mia riunione, perché abbiamo tante cose da fare e non vogliamo che ci si ricordi del “Colasanto” come della scuola dei maccheroni”, si congeda il professor Strazzeri. Anche perché il 12 ottobre sarà inaugurata la terza mostra internazionale di arte contemporanea a cura dell’istituto andriese, che è anche liceo artistico, dal titolo “Imago”, di cui il dirigente scolastico è curatore, nella sua veste di storico dell’arte e critico letterario. La mostra sarà allestita presso il Museo diocesano San Riccardo.

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