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La riapertura delle scuole diventa sempre più un rebus, tra contagi Covid ormai fuori controllo, insegnanti e personale fuori gioco perché positivi e in quarantena a casa, e carenza di mascherine Ffp2. Lunedì «si rischia il caos», come ci confida una fonte regionale, e i sindaci corrono ai ripari firmando le prime ordinanze per rinviare la ripresa delle lezioni in presenza.

La Regione, almeno per ora, non sembra intenzionata ad adottare un’ordinanza come accaduto l’anno scorso: «Trovandoci in zona bianca – spiega l’assessore all’Istruzione, Sebastiano Leo – non ci sono i presupposti giuridici per una eventuale ordinanza sullo slittamento della riapertura delle scuole o provvedimenti simili». Quindi, il 10 gennaio, salvo ripensamenti dell’ultimo istante, le scuole riapriranno, nonostante gli ormai 5-6mila contagi al giorno e gli ospedali che lentamente si riempiono nuovamente.

«Il nostro obiettivo – prosegue Leo – adesso è vaccinare il più possibile e la Puglia è prima per la somministrazione delle dosi in età pediatrica. E’ chiaro, però, che ci sono alcuni problemi, inutile negarlo, legati all’aumento dei contagi Covid. Ci sono docenti e personale scolastico in quarantena perché positivi, mancano le mascherine Ffp2. Però, allo stato attuale, rispetto ad una eventuale ordinanza regionale non ci sono le condizioni, non ci sono i presupposti giuridici trovandoci in zona bianca», ribadisce.

Se la Regione ha le mani legate, intervengono i sindaci, massima autorità sanitaria a livello locale: a Copertino, in Salento, e a Orsara, nel Foggiano, il ritorno tra i banchi è stato rinviato. A Copertino, la sindaca Sandrina Schito ha firmato una ordinanza con la quale ha disposto per una settimana la didattica a distanza. Nel comune di circa 24mila abitanti il focolaio di contagi sarebbe partito da due feste, entrambe organizzate il 22 dicembre, per uno scambio di auguri tra studenti in vista del Natale.

«I contagi sono ancora aumentati, siamo a 1.087 positivi – spiega la sindaca – ma essendo saltato in parte il tracciamento possono essere e sono sicuramente molti di più, moltissimi in fascia pediatrica e ragazzi giovani. Questa è la ragione per cui, avendo sentito le dirigenti scolastiche e avendo ricevuto anche una nota dei pediatri, ascoltato numerose famiglie e vista la situazione generale, ho voluto confrontarmi con il dottor Alberto Fedele, responsabile del dipartimento di prevenzione della Asl e ho informato il prefetto sulla decisione di emanare una ordinanza che consenta alla scuola di proseguire con una modalità di didattica differente da quella in presenza».

A Orsara, dopo l’aumento del numero dei contagi, salito da 14 a 43, il sindaco Tommaso Lecce ha emanato una ordinanza che dispone la «sospensione delle attività didattiche in presenza per le scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, compreso il micro-nido, dal 10 al 15 gennaio». Inoltre sono sospesi anche i «servizi di mensa scolastica e trasporto per l’intero periodo della sospensione dell’attività didattica in presenza».

Ma a questi primi due casi se ne aggiungeranno altri, infatti almeno altri 40 sindaci stanno studiando la situazione e riflettendo sull’emanare l’ordinanza. «Noi avevamo già proposto prima del consiglio dei ministri che ci si prendesse un po’ di tempo prima di rientrare a scuola però l’orientamento politico del Consiglio dei ministri è stato diverso», ha commentato ieri il presidente dell’associazione nazionale presidi della Puglia Roberto Romito.

Preoccupano anche i trasporti, bus e treni pieni da lunedì potrebbero accelerare i contagi. Posticipare l’apertura delle scuole, recuperando poi a giugno è quanto chiede anche il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, il barese Filippo Anelli.

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