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L’amministratore delegato di Banca Popolare di Bari, Giampiero Bergami

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Assicura che il piano di creazione di una banca a sostegno dello sviluppo del Sud resta intatto, ma non si sbilancia sugli sviluppi che riguardano la vicenda Monte dei Paschi di Siena e che potrebbero avere ricadute anche sul futuro e il ruolo di Banca Popolare di Bari. E assicura: «Nessuna frizione all’interno dell’istituto, le dimissioni dei sindaci solo per scelte personali».

Parola di Bergami, l’amministratore delegato di BpB scelto per rilanciare la banca dopo il commissariamento e il rischio di un default. Il primo semestre 2021 si è chiuso con un passivo di 101 milioni però si intravedono segnali di ripresa: «Dopo anni di gestione duranti i quali la banca aveva accumulato perdite per 1.600 milioni di euro – dice Bergami – adesso rileviamo i primi segnali incoraggianti sulla dinamica dei ricavi e il controllo dei costi grazie al grande impegno profuso da tutti colleghi. Resta immutato, pur nella consapevolezza della complessità del contesto, l’obiettivo di dare continuità all’operatività e rilanciare la banca, contribuendo a sostenere lo sviluppo del tessuto economico e imprenditoriale del territorio, in applicazione delle direttrici industriali condivise, in piena sintonia, con la capogruppo Mcc».

La semestrale, però, segna ancora un forte passivo, che tempi vi siete posti per il risanamento dopo il crac della gestione Jacobini?
«Sicuramente occorrerà qualche esercizio, come già d’altro canto era previsto nel piano. Nonostante questa perdita, che è allineata rispetto alla dinamica complessiva del Piano industriale, va sottolineato che il patrimonio di vigilanza rimane ampiamente sopra le soglie minime regolamentari. Non dimentichiamo che l’Istituto bancario proviene da oltre dieci anni di gestione in perdita. L’intera operazione ha l’obiettivo di dare continuità all’operatività dell’istituto e rilanciare la banca, contribuendo a sostenere lo sviluppo del tessuto economico e imprenditoriale del territorio».

Salvataggio Mps: si ipotizza un “assorbimento” da parte di BpB degli sportelli in surplus al Sud. Quali saranno le possibili ripercussioni? È possibile anche un cambio del nome?
«Mediocredito Centrale ha avuto accesso alla Dataroom, non abbiamo altre informazioni ed è pertanto ancora prematuro commentare in alcun modo».
Il leader della Lega, Matteo Salvini, spinge per il Monte dei Paschi alla guida del terzo polo bancario italiano, punto di riferimento e di aggregazione di altre banche, come CariGe, Banca Popolare di Bari, Bper. Un progetto che non viene visto di buon occhio da chi teme, così, un ridimensionamento di BpB.

Cosa ne pensa?
«Preferiamo non entrare nel dibattito politico, al momento siamo concentrati al 100% sul rilancio della banca e sul ritorno alla redditività».

Il «disegno» di una grande banca per il Sud resta in piedi e come?
«Il progetto di supporto al sistema finanziario del Sud del Paese è un mandato affidato alla capogruppo Mediocredito Centrale con il decreto legge 142/2019».

Il collegio sindacale Mcc è per i 2/3 anche collegio sindacale Bpb. Sindacati, e non solo loro, pongono un problema di garanzie e trasparenza vista la “commistione” tra controllore e controllato. Come replica?
«Dal punto di vista di Banca Popolare di Bari non vediamo alcuna incompatibilità, oltre a non averne dal punto di vista normativo».

Le dimissioni registrate in circa un mese dei componenti del Collegio sindacale sono solo per «motivi personali» o ci sono state frizioni interne?
«Le dimissioni dei sindaci sono dovute a ragioni strettamente personali. Il 25 settembre è stato ripristinato in tutte le sue componenti – sia i sindaci effettivi sia quelli supplenti».

Gli azionisti accusano BpB di non aver risarcito numerose quote nel 2021, come invece assicurato. Come replica?
«Durante il commissariamento la banca ha effettuato un accordo transattivo nel quale, per chi ha aderito, ha riconosciuto un ristoro rispetto agli investimenti effettuati negli anni 2014 e 2015. Nel corso del 2021, come da impegni presi dai commissari straordinari, la banca ha aperto un tavolo di conciliazione di solidarietà rivolto ad azionisti che si trovino in situazioni di disagio».

Sono rientrate tutte le esposizioni debitorie in favore degli imprenditori baresi e pugliesi?
«Le posizioni debitorie nei confronti della BPB dei sui clienti rappresentano gli impieghi della Banca. Se tutte le esposizioni debitorie fossero rientrate, significherebbe che la banca non ha impieghi in essere a Bari e in Puglia. Questo evidentemente non è il caso perché Bari e la sua Provincia come la regione Puglia sono territori fondamentali per la Banca Popolare di Bari. Se invece la domanda era riferita a particolari imprenditori baresi o pugliesi rispetto ai quali si intende conoscere qual è la situazione debitoria nei confronti della Popolare di Bari, la risposta non può essere data perché si tratta di informazioni riservate e confidenziali».

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