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Il Drive through per i test antiCovid in auto allo stadio San Nicola di Bari

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POTENZIARE subito i centri dove si effettuano i tamponi, sia nel numero sia nel personale, per uscire dalla crisi che si è generata, con migliaia di pugliesi in isolamento in attesa di sottoporsi ad un molecolare. È questa l’indicazione data alle Asl dal dipartimento Salute della Regione Puglia per evitare che ci sia una implosione completa: il sistema di tracciamento è ormai saltato, ma il problema vero è che i dipartimenti di Prevenzione, con piante organiche insufficienti, non riescono a stare dietro a tutte le prenotazioni di tamponi.

A sollevare la questione sono stati i medici di famiglia, ormai seppelliti dalle richieste alle quali, però, loro non possono dare risposte. «La situazione è completamente sfuggita di mano, un’organizzazione pessima», sbotta Donato Monopoli, segretario regionale del sindaco Fimmg. Oggi, alle 15, ci sarà un confronto tra Regione e sindacati dei medici di medicina generale per confrontarsi su quanto sta accadendo e individuare una soluzione.

La Regione farà sapere di aver già dato mandato alle Asl di aumentare i punti dove vengono effettuati i tamponi molecolari, sperando che possa essere sufficiente. L’incremento dei positivi, infatti, è ormai esponenziale. «Sette tamponi su 10 di quelli fatti in farmacia risultano positivi», sostiene Monopoli. Questo significa che il 70% dei pugliesi che, per un motivo o per l’altro, decide di sottoporsi ad un antigenico poi è costretto alla quarantena ed è a quel punto che l’organizzazione si inceppa.

Sì, perché per la conferma le Asl devono effettuare il molecolare, salvo che il cittadino non voglia pagarsi di tasca propria il tampone ma anche nei laboratori privati le liste di attesa sono ormai bibliche. «I nostri pazienti – ci racconta Monopoli – ovviamente si rivolgono a noi per prenotare il tampone molecolare, pensando che cosi possano accorciare i tempi. Ma non è così, noi da questa estate non abbiamo più compiti di supporto ai dipartimenti, non facciamo tracciamento, quindi non possiamo fare altro che segnalare il caso alle Asl.

Ma i dipartimenti sono saltati, c’è un sovraccarico non gestibile. Io ho pazienti risultati positivi all’antigenico e mai contattati dall’Asl, per non parlare dei risultati che non arrivano perché sono stati smarriti i tamponi o arrivano con molti giorni di ritardo. È il caos, per questo abbiamo chiesto alla Regione la convocazione di una riunione».

La soluzione è il potenziamento, con l’attivazione anche di Drive through: una postazione potrebbe essere inaugurata vicino allo stadio San Nicola di Bari. Il Dipartimento di prevenzione barese è già al lavoro su due fronti: per aumentare la capacità erogativa delle attuali 14 postazioni già attive incrementando giornate e orari di apertura; e per organizzare nuove postazioni. Il drive through di Japigia che eroga una media giornaliera di 1000 test molecolari dal 30 dicembre è aperto anche di pomeriggio.

A Triggiano dal 30 dicembre è in funzione nella sede del distretto una nuova postazione tamponi. Attualmente sono operativi 15 punti tampone: due a Bari città, uno nel quartiere Japigia e l’altro all’Ospedale Di Venere. I restanti sono distribuiti in tutta la provincia nei comuni di: Acquaviva delle Fonti, Alberobello, Altamura, Corato, Gravina, Grumo Appula, Molfetta, Monopoli, Ruvo di Puglia, Sammichele di Bari, Santeramo in Colle, Triggiano e Rutigliano. In media vengono eseguiti 60mila tamponi alla settimana. Il piano prevede inoltre una estensione delle giornate di apertura delle postazioni tamponi di Acquaviva, Gravina, Monopoli, Ruvo, Santeramo, Rutigliano e un aumento delle fasce orarie delle postazioni di Altamura, Grumo Appula e Molfetta.

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