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Una filiale della Banca popolare di Bari

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BARI- La Banca popolare di Bari non sarà responsabile civile nel processo nei confronti dei suoi ex vertici perché nei confronti dell’istituto di credito è stato violato il diritto di difesa in relazione alla mancata notifica di accertamenti tecnici irripetibili.

Lo ha deciso il Tribunale di Bari, presidente del collegio Marco Guida, accogliendo l’eccezione sollevata dalla banca, che nel processo è già costituita come parte civile e che oggi è stata estromessa nel suo ruolo di responsabile civile. L’estromissione – secondo il provvedimento del Tribunale – non pregiudica il diritto delle parti civili (tra cui vi sono migliaia di azionisti) a chiedere un risarcimento dei danni in sede civile.

Il processo è a carico di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio rispettivamente ex presidente ed ex condirettore generale dell’istituto di credito barese, accusati di aver falsificato per anni i bilanci e i prospetti, e di aver ostacolato l’attività di vigilanza di Bankitalia e Consob.

L’istituto di credito nelle scorse udienze aveva evidenziato che nei suoi confronti fosse stato violato il diritto di difesa quando, nel corso delle indagini, non era stato citato per alcuni accertamenti tecnici irripetibili relativi alla copia forense dei telefoni degli indagati. La Procura aveva ritenuto legittima la questione e anche il Tribunale l’ha condivisa.

Si erano opposti gli imputati e tutte le parti civili, circa 2.700, prevalente azionisti. La stessa questione è stata posta in un altro processo in corso nei confronti degli ex vertici della banca, quello sul crac delle società Fimco e Maiora del gruppo imprenditoriale Fusillo di Noci. Un diverso collegio del Tribunale di Bari, presidente Rosa Calia Di Pinto, deciderà il 30 novembre. (ANSA).

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