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Il governatore Emiliano in Consiglio regionale

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Il mini rimpasto di governo, passaggio obbligato per Emiliano dopo le dimissioni degli assessori Lopalco e Bray, rischia di incrociare un nuovo ostacolo. Ieri davanti al Tar di Puglia sono stati discussi tutti i ricorsi presentati contro la composizione attuale del Consiglio regionale, i riconteggi fatti dalla Prefettura dovrebbero permettere l’ingresso in Aula di Antonio Scalera (candidato alle elezioni regionali di settembre 2020 con la lista Puglia Domani), Vito De Palma (Forza Italia) e Carmelo Grassi (Pd). Rischiano, invece, di dover lasciare lo scranno di via Gentile Giuseppe Longo (lista Con), Mario Pendinelli e Francesco Lanotte (lista Popolari).

Proprio Grassi è il primo nome nella lista di Emiliano per sostituire Bray alla guida dell’assessorato alla Cultura, ma ieri durante le discussioni in Tribunale gli avvocati hanno evidenziato che, in realtà, Carmelo Grassi non ha mai presentato un ricorso contro la sua non elezione, quindi non avrebbe diritto al «ripescaggio». Un elemento che, adesso, i giudici stanno valutando, per oggi è atteso il verdetto.

Se Grassi non dovesse essere eletto, per il governatore si pone un problema: è vero che potrebbe ugualmente nominarlo assessore, ma dovrebbe farlo utilizzando l’ultima casella libera per gli assessori esterni, quella liberata da Bray stesso (l’altra è occupata da Anna Grazia Maraschio). Questo vorrebbe dire che per la Sanità avrebbe due strade: mantenere la delega, da non escludere come ipotesi; o scegliere tra i consiglieri eletti e tra le fila del Pd che rivendica un altro assessorato.

E la rosa non è così poi così ampia: a quel punto, tra i papabili resterebbero Donato Pentassuglia, che però già è al comando di un assessorato importante e impegnativo come quello all’Agricoltura; oppure dovrebbe ricucire lo strappo con i «ribelli» dem e scegliere tra Fabiano Amati, Ruggiero Mennea, Paolo Campo o Michele Mazzarano, i più «esperti». Insomma, una situazione che andrebbe a complicarsi, oggi la situazione potrebbe chiarirsi se dovesse essere depositata la decisione definitiva del Tar.

Intanto, sempre oggi, nascerà ufficialmente il movimento «Coalizione per la Puglia e per l’Italia», formazione che ruota attorno alla figura di Emiliano. È la nuova «casa» delle liste civiche che lo hanno sostenuto alle Regionali, ma ci sono già diverse defezioni: Senso civico, Verdi e Socialdemocratici non ci saranno, come non ci sarà esponenti del M5S per ovvie ragioni. Assente anche Italia in Comune, alla fine quindi i movimenti civici che daranno vita alla convention saranno due: Con e i Popolari.

Nonostante i molti «no» il progetto va avanti, tutto è ormai pronto anche il simbolo: un tondo verde, il nome nel tricolore nazionale, il profilo della Puglia e un rametto di ulivo con tanto di olive. Un riferimento iconografico non casuale, che richiama l’Ulivo di Prodi. Il progetto è ambizioso ma nasce già zoppo, tra assenze, polemiche e mal di pancia nel Pd.

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