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Alcune dosi del farmaco anticovid

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DOMENICA da Foggia a Brindisi sono iniziate le prime somministrazioni delle pillole anti Covid, i farmaci antivirali Molnupiravir e Paxlovid, ma i conti non tornano: alla Puglia sono state consegnate 240 confezioni da 40 compresse, alla Toscana, invece, nonostante quasi 300mila residenti in meno, di scatole ne sono arrivate 1.440, all’Emilia Romagna 840, alla Liguria, che ha un terzo della popolazione pugliese, 1.080, al Piemonte 739, alle Marche 600, al Veneto 1.440, alla Lombardia 1.800. In generale, il numero di confezioni riservate al Mezzogiorno è di gran lunga inferiore rispetto al Nord, nonostante ormai la pandemia Covid sia «uniforme» su tutto il Paese.

Una iniqua distribuzione che non è passata inosservata e che è oggetto di una interrogazione parlamentare rivolta al presidente del Consiglio e presentata ieri dal deputato barese Ubaldo Pagano, del Partito democratico: «La ripartizione – lamenta Pagano – è stata effettuata senza tener alcun conto di criteri oggettivi come quello della popolazione residente. Ciò genera il paradosso di veder distribuiti, a titolo d’esempio, a Puglia e Toscana, che contano rispettivamente 4 milioni 77mila abitanti e 3 milioni 744 mila abitanti, un numero ingiustificatamente diseguale di confezioni di medicinale: 240 per la Puglia e 1.440 per la Toscana, ossia 6 volte in meno alla Puglia malgrado 300 mila abitanti in più. Tale tendenza è riscontrabile più generalmente in ogni confronto tra regioni meridionali e regioni settentrionali».

Per questo motivo, il deputato pugliese chiede al presidente di sapere «quali criteri sono stati utilizzati per definire la ripartizione delle confezioni di medicinali anti-Covid» e di «indicare quali siano le ragioni a sostegno di una così plateale distribuzione dei farmaci a vantaggio delle regioni del Nord Italia e a discapito di quelle del Sud». In Puglia al momento sono sei i pazienti positivi che hanno ricevuto il nuovo farmaco antivirale: uno a Bari, due ad Altamura, altri due a Foggia e uno a Brindisi. Tutti sono pazienti fragili contagiati da poco e con sintomi moderati che con la nuova terapia potranno evitare l’ospedalizzazione.

Dopo il via libera di Aifa, il 30 dicembre 2021, è partito anche in Puglia, con il primo caso trattato dalla Asl di Bari, l’utilizzo del medicinale Lagevrio (Molnupiravir) indicato per il trattamento di Covid 19 negli adulti che non necessitano di ossigenoterapia supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso forme severe di patologia.

I medici delle Usca dell’Asl, coordinati dal dottor Felice Spaccavento, hanno proposto la terapia candidando il primo paziente, il centro prescrittore ha espresso parere favorevole e la farmacia dell’ospedale Di Venere ha consegnato la pillola anti Covid al domicilio del paziente. La cura prevista dura 5 giorni con l’assunzione per via orale di 4 pillole due volte al giorno. In base alle indicazioni regionali, a individuare i pazienti da sottoporre a terapia possono essere: il medico di medicina generale, quelli delle Usca o altri medici che entrano in contatto con pazienti affetti da Covid di recente insorgenza, con sintomi lievi e da poco contagiati.

I pazienti vengono poi segnalati ai centri prescrittori attivi sul territorio regionale che danno il via libera finale alla somministrazione: la farmacia ospedaliera provvede poi alla erogazione delle pillole.

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