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Il sindaco Rinaldo Melucci

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IL rimpasto, l’ennesimo, dell’amministrazione guidata da Rinaldo Melucci a Taranto avviene con la regia di Michele Emiliano. Il governatore pugliese si è presentato a Palazzo di Città a Taranto per suggellare un passaggio importante per il sindaco di area Pd che cercherà la riconferma alle elezioni della prossima primavera, allargando la sua maggioranza a pezzi, un tempo, del centrodestra, oggi di centro.

Su tutti l’ingresso in Giunta di Cosimo Ciraci con delega alla Polizia Locale. Eletto con Forza Italia vanta trascorsi con At6 Lega d’Azione meridionale, civica di estrema destra, dell’ex sindaco degli anni Novanta Giancarlo Cito. Ciraci aveva già ricoperto l’incarico di consigliere comunale, dal 2000 al 2006, con la stessa lista. La sua presenza nell’assemblea cittadina di Taranto è ininterrotta fino a oggi.

Negli ultimi anni si era smarcato dalla minoranza e aveva garantito di fatto un appoggio esterno a Melucci che ora gli è valso l’ingresso in Giunta. Con lui anche Emanuele Di Todaro, all’Urbanistica, e Simona Suma (Popolari), alle Risorse Umane, con l’uscita nel frattempo dell’architetto Ubaldo Occhinegro (aveva la delega all’Urbanistica), dell’altro assessore tecnico, Fabrizio Manzulli, ormai ex allo Sviluppo economico, e di Annalisa Amamo (Pd), agli Affari generali. Questo ha permesso l’ingresso di due nuovi consiglieri che andranno a rinforzare la maggioranza: Tommy Lucarella e Adriano Tribbia.

Quest’ultimo ha una lunga esperienza amministrativa, tra circoscrizioni e Comune, tutta di centrodestra, da At6 a Udc. Ma anche lui ormai schierato col centrosinistra, come del resto il sindaco di Castellaneta, nonché presidente della Provincia, Giovanni Gugliottii, tra i motivi della presenza di Emiliano a Taranto. I giorni scorsi, infatti, si erano rincorse le voci di una sua possibile candidatura a sindaco, con eventuale passaggio dalle primarie, in alternativa a Melucci, con anche in questo caso la regia di Emiliano, presente a Taranto per smentire.

«Non c’è nessuna candidatura alternativa a Rinaldo Melucci – ha precisato il governatore -, la maggioranza di centrosinistra, come accade spessissimo in tante città, ha un sindaco al primo mandato e come ovvio lo ricandida per il secondo mandato». Emiliano ha anche aggiunto che «Taranto ha avuto per la mia elezione, che è stato determinante, mi ha dato un sostegno elettorale e devo dire anche politico».

Un sostegno, per la verità, che era vacillato nel 2019, quando tra lui e Melucci ci fu un’aperta spaccatura, culminata con frizioni sulla vicenda Ilva, poi ricucite col tempo. Melucci ha ringraziato tutti, dal governatore agli assessori uscenti, non lesinando complimenti per il loro lavoro, e ha giustificato la scelta con la necessità di dare visibilità ai gruppi che lo sostengono, ribadendo la volontà di continuare nel percorso di «cambiamento» per la città.

Dall’altra parte le opposizioni tuonano. «Taranto è alla mercé di una classe dirigente che guarda solo alle poltrone e non certo alla programmazione di un futuro diverso per la nostra città», scrive il movimento Una città per cambiare dell’ex 5 Stelle Massimo Battista. Il nuovo assetto tattico intanto lancia Melucci verso la riconferma a sindaco fino al 2027.

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