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POTENZA – Per abbreviare i processi andrebbero accorpati i distretti giudiziari più piccoli a quelli vicini: come quello di Potenza a Salerno. Peccato che sul golfo i tempi di una causa civile siano già più lunghi di quelli del capoluogo lucano, dove pure non si brilla per velocità. E la somma di due lentezze non lascia presagire niente di buono.

Verranno presentati oggi i disegni di legge di riforma della giustizia del guardasigilli Orlando. Se tornerà all’ordine del giorno la soppressione del distretto giudiziario lucano non si sa. Certo è che sarebbe difficile da spiegare in che modo migliorerebbe i servizi per il cittadino dopo i dati pubblicati proprio ieri da Confartigiano.

Per l’organizzazione delle piccole e micro imprese la giustizia-lumaca costa oltre un miliardo di euro l’anno agli imprenditori, con tempi di attesa record: 1.185 giorni (3 anni e 1 mese). I loro colleghi nel resto d’Europa impiegano meno della metà per le risolvere le loro controversie in tribunale: 544 giorni. Ma i tempi per chiudere una causa civile sono molto diversi nelle varie zone d’Italia, ed è qui che emerge il paradosso del progetto di accorpamento tra corte d’appello (e distretto giudiziario) di Potenza e quella di Salerno.

Infatti le attese più lunghe per un procedimento civile davanti a un tribunale ordinario sarebbero state registrate nel distretto di Messina con 1.992 giorni. Subito dopo però ecco comparire Salerno con 1.919 giorni, che stacca proprio Potenza, al terzo posto con 1.831 giorni. Poi ci sono Catanzaro con 1.703 giorni e Bari con 1.484 giorni.

I tempi più brevi si rilevano nel distretto di Trento con 601 giorni, seguito da Trieste con 656 giorni, Torino (666 giorni), Milano (739 giorni), Brescia (818 giorni). 

Lunghe attese nelle aule anche a Catania (1.320 giorni in media), a Perugia (1.292 giorni), a Napoli (1.240). A Roma si attende in media 1.074 giorni, contro i 739 giorni di Milano e i 666 di Torino. 

Lo studio di Confartigianato evidenzia che il fenomeno dei tempi lunghi della giustizia civile convive con un’offerta decisamente sovrabbondante di avvocati: l’Italia ha un rapporto fra avvocati e popolazione pari a 379 avvocati ogni 100.000 abitanti, il terzo valore più alto in Europa, dietro solo al Lussemburgo e alla Grecia.

L’idea di sopprimere Corte d’appello di Potenza e distretto giudiziario lucano era balenata nelle scorse settimane attraverso alcune indiscrezioni sulle bozze dei disegni di legge ancora allo studio al ministero. 

Per la Basilicata si tratterebbe di una decisione destinata a provocare un effetto a cascata su numerosi altri uffici che dipendono proprio dalla presenza della sede di un distretto giudiziario: come i Tribunali di riesame, sorveglianza e minori, e la direzione antimafia. Ma il presidente della Corte d’appello Giuseppe Pellegrino ha lanciato l’allarme anche per la Corte dei conti, l’Avvocatura dello Stato e il Tar. Una prospettiva che da molti è stata vista come il primo passo verso lo smembramento della Regione.

Le uniche parole rassicuranti nei giorni scorsi sono arrivate dal capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza, e il deputato Vincenzo Folino, sempre Pd, certi che il Governo non manderà avanti la riforma della geografia delle Corti d’appello assieme agli altri disegni di legge che compongono la riforma della giustizia annunciata a giugno da Renzi e dal guardasigilli Orlando.

l.amato@luedi.it

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