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VILLA D’AGRI –  Per difendersi dalla microcriminalità numerosi cittadini dei comuni della Val d’Agri si sono autotassati, pagando 10 euro al mese a famiglia,  per sostenere l’attività di vigilanza di un gruppo di volontari che specie nelle ore notturne girano per le strade di Villa d’Agri-Marsicovetere, Tramutola, Viggiano e nelle contrade rurali. Un vero e proprio servizio di ronda di volontari. E’ l’unico modo per ottenere sicurezza e tranquillità. «È da tempo – ha dichiarato Filippo Massaro – che come Csail rivendichiamo il rafforzamento, da parte delle forze dell’ordine, del controllo del territorio che continua a perdere presidi importanti  nella logica dei tagli di spesa e penalizzazione delle aree più interne». Il comprensorio petrolifero «non è più l’isola felice di tanti anni fa quando la gente poteva lasciare la porta di casa sempre aperta. E’ ampiamente diffusa – senza voler alimentare sospetti e tensioni – la percezione che la presenza di persone provenienti da varie parti d’Italia, dell’Europa dell’est e Paesi extracomunitari abbia un suo peso nell’incremento di furti ed episodi di microcriminalità.   E non c’è centro abitato o contrada rurale che non sia immune dal rischio come sanno agricoltori ed allevatori e titolari di laboratori artigiani». A Villa d’Agri, dove il fenomeno dei furti in negozi e case è maggiore, il Comune, sotto la pressione innanzitutto dei commercianti,  ha pensato all’installazione di sistemi di videosorveglianza. «E’ un sicuro deterrente per prevenire e contrastare la criminalità ma non basta».  Anche volendo tenere l’intera valle sotto osservazione di telecamere «non sarebbe mai possibile prevenire gli atti di criminalità senza un numero adeguato di uomini addetti alla sicurezza che invece nelle caserme dei carabinieri  sono pochi». Come se non bastasse «la riduzione e lo smantellamento di istituti privati di vigilanza hanno avuto ripercussioni negative».

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