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RENDE (CS) – Sono giorni che i laghi dell’ex Legnochimica “bruciano”. Anche in assenza di fiamme, con i vigili del fuoco che fanno la spola tra la caserma e l’area industriale di Rende. L’autocombustione va avanti da oltre due mesi, lamenta l’associazione Crocevia, che riunisce i residenti della zona, ed è un fenomeno che ciclicamente si ripete ogni estate, all’innalzarsi delle temperature. In quest’ultimo scorcio di agosto, superati i temporali, l’odore che si sprigiona dalle vasche sembra essersi fatto ancora più acre e pungente, attirando l’attenzione su una questione, quella della bonifica dell’area, mai risolta.

Nel 2011 è intervenuto il sequestro da parte della Procura di circa sette ettari dell’area dell’ex Legnochimica, con particolare attenzione per i laghi, usati per la decantazione delle acque utilizzate nella produzione di acido tannico e pannelli di fibre di legno attiva nel sito fino al 2002.

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La relazione del perito incaricato dalla Procura, il professor Gino Crisci (oggi rettore dell’Università della Calabria), segnalò “valori di elevato allarme”. L’analisi sui laghi rilevò valori di alluminio, manganese, nichel e ferro di molto superiori al limite massimo previsto dalla legge. Il cattivo odore, spiegava il docente, deriva dalle risalite di gas che creano delle bolle in superficie. Quando fa caldo le reazioni chimiche aumentano e la situazione peggiora. Tutto sparirà con la bonifica, assicurava la perizia.

Peccato che della bonifica si parli almeno dal 2008, quando si aprì la conferenza dei servizi che ha proseguito i suoi lavori negli anni successivi con alterne vicende e piani di caratterizzazione presentati e rispediti indietro.

Le ultime notizie riportano di una nuova inchiesta, aperta dopo la denuncia presentata dal sindaco Manna per la mancata bonifica, l’installazione di una stazione mobile dell’Arpacal per monitorare la qualità dell’aria, un’ordinanza del sindaco che impone alla società ex Legnochimica di rimuovere i rifiuti presenti in due dei bacini. E a metà settembre è convocato un nuovo tavolo in prefettura.

 

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