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REGGIO CALABRIA – Un nuovo colpo al traffico internazionale della droga gestito dalla criminalità organizzata calabrese è stato inflitto nel corso di un blitz che ha portato all’arresto di un broker della droga. Si tratta di Domenico Trimboli, detto Pasquale, 60 anni, un esponente al servizio della ‘ndrangheta, definito «importante» dagli inquirenti.

 

Nato a Buenos Aires (Argentina), è inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi in Italia: da oltreoceano, il latitante ad organizzare la spedizione di ingenti quantitativi di cocaina verso il mercato europeo ed italiano, in favore delle cosche joniche-reggine. Nel 2009 si era sottratto ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria per traffico di stupefacenti. 

UN ALTRO COLPO DOPO PANNUNZI E SCIPIONE – E’ stato arrestato la notte scorsa nel municipio di Caldas, nei pressi di Medellin (Colombia) dal personale del Corpo Tecnico Investigativo (Cti) della Fiscalia di Bucarananga e dall’Intelligence dell’Esercito colombiano che, d’intesa con il ROS dei Carabinieri, stava sviluppando le ricerche coordinate dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Federico Cafiero De Raho, e dall’aggiunto Nicola Gratteri. 

E si tratta di un altro duro colpo per il narcotraffico gestito dalal ‘ndrangheta: un anno fa, nel mese di luglio, era stato arrestato in Colombia il calabrese Roberto Pannunzi, il “Pablo Escobar” italiano (LEGGI). E nel mese di aprile era caduto nella rete delle forze dell’ordine italiane anche Santo Scipione, il “papi” del narcotraffico della ‘ndrangheta (LEGGI). 

CURRICULUM CRIMINALE DI PRIMO PIANO – Il provvedimento restrittivo nei confronti di Trimboli era scaturito dalle indagini condotte dal Goa della Guardia di finanza di Catanzaro che, nell’ambito dell’operazione denominata “Chiosco grigio” aveva denunciato 35 persone indagate per traffico di sostanze stupefacenti. L’operazione, così denominata dal luogo, ubicato ad Alessandria, dove abitualmente alcuni degli indagati si davano appuntamento per discutere dei loro affari illeciti, avrebbe consentito di delineare la struttura di un’organizzazione espressione degli interessi di alcune cosche della Locride. 

Il gruppo era ritenuto infatti capace di contatti con esponenti di spicco del traffico internazionale di droga sia in Sud America sia in Medio Oriente. Trimboli,con precedenti per detenzione abusiva di armi, ma soprattutto per traffico di sostanze stupefacenti, già nel 1992, era stato arrestato a Fiumicino, nell’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci”, poichè colpito da un provvedimento di unificazione degli Ordini di esecuzione, emessi dalla Corte d’Appello di Milano e dalla Corte di Assise di Lugano (Svizzera) per espiare pene residue per traffico di stupefacenti. 

Qualche anno dopo, nel luglio 1997, a seguito dell’operazione d”Domingo”, condotta dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria era stato nuovamente arrestato insieme ad altri 14 indagati di origine calabrese e colombiana responsabili di traffico di stupefacenti in esecuzione di un’ordinanza di custodia in carcere emesso dal gip del Tribunale di Reggio Calabria. Trimboli, secondo l’accusa, costituiva l’elemento di raccordo tra i gruppi fornitori colombiani e le cosche jonico-reggine della ‘ndrangheta, funzionale al traffico di ingenti quantitativi di droga dal Sud America all’Europa. Non appena estradato in Italia, dovrà scontare una condanna, in via definitiva, alla pena di anni 12 di reclusione, 40.000 euro di multa e anni 3 di libertà vigilata, per un cumulo di pene relative a delitti in materia di droga, commessi in Italia ed all’estero.

 

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