Il viadotto Cannavino, conosciuto anche come ponte di Celico

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Il ponte aveva messo in allerta i tanti viaggiatori che lo attraversano. Un tam tam arrivato fino a Selvaggia Lucarelli e da lei all’Anas e a Matteo Renzi

COSENZA – Sarà chiuso al traffico questa notte il viadotto Cannavino, meglio conosciuto come il ponte di Celico, e che aveva fatto allarmare tanti cosentini per un avvallamento notato nella sua parte centrale. Il ponte si trova sulla Strada Statale 107 “Silana-Crotonese” e collega la città di Cosenza con diversi Comuni della Presila. 

La decisione è stata assunta dall’Anas che, per come è scritto in un comunicato, «per l’esecuzione dei programmati monitoraggi strumentali sul viadotto» lo chiuderà al traffico «tra le ore 23.00 di questa sera e fino alle ore 5.00 di domani. Contestualmente – è spiegato nello stesso comunicato – saranno interdette al transito anche la rampa dello svincolo di Celico in direzione di Cosenza e la rampa dello svincolo di Rovito in direzione di Crotone. I veicoli provenienti da Cosenza e diretti a Celico e a Crotone dovranno prendere l’uscita obbligatoria dalla statale 107 al km 34,200 (svincolo di Cosenza) in direzione Casole Bruzio e Spezzano Piccolo con innesto sulla statale 107 al km 45,450. I veicoli provenienti da Crotone, dalla statale 107 e quelli locali provenienti da Celico e Spezzano della Sila e diretti a Cosenza dovranno prendere l’uscita obbligatoria dalla statale 107 al km 45,450 con prosieguo in direzione Spezzano Piccolo, Casole Bruzio, Cosenza».

Il personale Anas che stazionerà in prossimità delle interruzioni, sospenderà le operazioni di monitoraggio per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso.

La vicenda aveva allarmato i numerosi cittadini che ogni giorno dalla Sila viaggiano verso Cosenza. L’arteria è molto trafficata. Il tam tam sui Social Network aveva trovato nuovo vigore da un post scritto da Selvaggia Lucarelli e diretto al presidente del Consiglio Matteo Renzi (LEGGI) dopo il quale arrivò la risposta ufficiale dell’Anas che spiegò che non c’erano pericoli di crolli

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