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COSENZA – Giornata di protesta a Cosenza, così come a Roma. Le due città sono legate da un filo rosso che spinge i movimenti antagonisti ad alzare la voce in merito all’emergenza casa. Se nella capitale sono state prese d’assalto Via Tritone e Via del Corso, nella città dei Bruzi le iniziative sono state decise ma pacifiche e soprattutto costruttive. I movimenti antagonisti hanno infatti fatto irruzione questa mattina nell’ex convento delle Canossiane in pieno centro, occupando uno spazio dismesso da più di tre anni. Sono più di trenta le persone che hanno preso possesso del centro e diverse sono le famiglie con bambini che già nel primo pomeriggio erano presenti nel giardino dell’istituto alla ricerca di un riparo in vista dell’inverno. Lo stabile è dotato di più di cinquanta stanze ed era totalmente dismesso. E’ stato attrezzato con letti e ogni nucleo familiare avrà una stanza con acqua pulita per iniziare ad affrontare l’emergenza. 

Niente scontri, solo risposte a Cosenza per le persone colpite da sfratti o in giro da anni per trovare una sistemazione. Il comitato “Prendocasa”, che ha condotto l’occupazione del locale, ha raccolto le esigenze di immigrati, precari e rifugiati che da tempo sono fuori dai programmi di accoglienza dando in poche ore risposte a chi nei mesi passati ha più volte sfilato per le strade di Cosenza, chiedendo di accendere i riflettori sul diritto all’abitare. Un tetto per tutti quindi. Senza scontri ma con l’obiettivo di abbracciare quella gran fetta di una città da tempo emarginata.
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