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di SARA LORUSSO
«Un giornale è un luogo pubblico, aperto, della città» ha scritto il direttore Lucia Serino. E qui, in redazione, proviamo a fare in modo che sia così davvero. 
Per questo ci è venuta l’idea di invitare un po’ tutti, amici, colleghi, ma anche cittadini comuni a visitare questo spazio e a metetre su un «catena intelligente delal solidarietà». Tutti quanti abbiamo libri, giochi, coperte che non usaimo più, sesso ancora impaccettati, non kli abbiamo mai tirati fuori dal garage. Eppure sono cose che servono, servono a tanti. Noi lo facciamo da un po’, raccogliamo, etichettiamo e poi portiamo a quelle associazioni e organizzazioni che a Potenza fanno un lavoro straordinario arrivando dove c’è bisogno. Ecco, ci siamo detti, fatelo con noi. La redazione è qui, con abbastanza spazio per ospitare doni e sorrisi. Ieri ci hanno lasciato alcune calze rosse, morbide, di peluche, da riempire con caramelle e dolciumi. Noi fotografiamo, impiliamo e poi vi raccontiamo dove termina il percorso di questi gesti di solidarietà. Ci siamo detti che un hashtag magari un po’ serve a tenere conto di quello che facciamo: #ilmioquotidiano, se vi va. 

«Un giornale è un luogo pubblico, aperto, della città» ha scritto il direttore Lucia Serino

 

E qui, in redazione, proviamo a fare in modo che sia così davvero. Per questo ci è venuta l’idea di invitare un po’ tutti, amici, colleghi, ma anche cittadini comuni a visitare questo spazio e a mettere su un «catena intelligente della solidarietà». 

Tutti quanti abbiamo libri, giochi, coperte che non usiamo più, spesso ancora impaccettati, magari non li abbiamo mai tirati fuori dal garage. Eppure sono cose che servono, servono a tanti. 

Noi lo facciamo da un po’, raccogliamo, etichettiamo e poi portiamo a quelle associazioni e organizzazioni che a Potenza fanno un lavoro straordinario arrivando dove c’è bisogno. 

Ecco, ci siamo detti, fatelo con noi. La redazione è qui, con abbastanza spazio per ospitare doni e sorrisi.

Ieri ci hanno lasciato un paio di pattini per bambine, oggi ci hanno portato altri giocattoli. 

Noi fotografiamo, impiliamo e poi vi raccontiamo dove termina il percorso di questi gesti di solidarietà. Ci siamo detti che un hashtag magari un po’ serve a tenere conto di quello che facciamo: #ilmioquotidiano, se vi va. 

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