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COSENZA – Un gruppo di lavoratori socialmente utili e di pubblica utilità calabresi sta inscenando una manifestazione di protesta a Cosenza bloccando lo svincolo dell’A3. L’iniziativa è stata promossa dopo che in Senato, ieri, non è stato inserito il decreto in favore degli Lsu-Lpu nel decreto legge sugli enti locali. Una decisione che ha provocato anche la forte reazione del Pd calabrese, di alcuni parlamentari e dello stesso presidente della Regione, Mario Oliverio (LEGGI). La stessa protesta è stata attuata agli imbarcaderi di Villa San Giovanni.

A causa della protesta si registrano già lunghi incolonnamenti tra gli svincoli di Cosenza nord e Cosenza sud, con pesanti disagi per gli automobilisti.

LE FOTO DEI PRESIDI CHE BLOCCANO LA CALABRIA

Per la manifestazione l’autostrada è provvisoriamente chiusa, in entrambe le direzioni, tra il km 245 e il km 259. Per i veicoli diretti a nord – comunica l’Anas – l’uscita obbligatoria è allo svincolo di Cosenza Sud con rientro allo svincolo di Montalto, per i veicoli diretti in direzione sud, invece, l’uscita obbligatoria è allo svincolo di Montalto con rientro svincolo di Cosenza Sud.

Il tratto interdetto alla circolazione è presidiato dalle squadre Anas e della Polizia Stradale per la gestione della viabilità in piena sicurezza, ma non manca chi si avventura in manovre pericolose pur di evitare il blocco. Molte le segnalazioni di automobilisti che provano ad uscire dall’ingorgo con retromarce in autostrada o, addirittura, contromano. 

I precari hanno bloccato anche gli imbarchi per la Sicilia da Villa San Giovanni. I lavoratori Lsu-Lpu della provincia di Reggio Calabria hanno infatti attuato una protesta contro la mancata approvazione di un emendamento che avrebbe dovuto consentire la loro stabilizzazione, bocciato ieri dal Senato. Sul posto, fra gli altri, il neo assessore regionale al Lavoro, Federica Roccisano, la quale ha espresso solidarietà e sostegno ai lavoratori: «Mi auguro e sono certa – ha aggiunto l’assessore – che i parlamentari calabresi siano latori attivi di questa linea e che anche loro lavorino nel solo interesse dei cittadini calabresi, stimolando il Governo a facilitare le soluzioni e non ostacolare e incancrenire problemi gravi e seri che toccano la vita quotidiana delle persone. Sino a quando il Governo non ci proporrà altre soluzioni concrete, i sindaci della mia regione saranno in condizione di continuare legittimamente a spendere i fondi messi a disposizione dalla regione in deroga». 

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