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Circa «duemila lavoratori hanno chiesto ai rappresentanti della Fiom-Cgil, di non firmare l’accordo conclusivo per l’introduzione del sistema di lavoro detto Ergo-Uas», che prevede «il taglio di dieci minuti di pausa a partire dall’1 gennaio 2012». lo ha reso noto, in un comunicato, la Fiom-Cgil della Basilicata, a conclusione delle assemblee che si sono tenute oggi nello stabilimento di Melfi (Potenza) della Fiat. Alle riunioni con gli operai hanno partecipato anche il segretario nazionale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ed il segretario lucano, Emanuele De Nicola. Il sindacato aveva convocato le maestranze «per esaminare l’ipotesi d’accordo del 31 marzo sull’introduzione dell’Ergo-Uas», che è in vigore in via sperimentale dal 12 aprile, e che attualmente non prevede la riduzione dei minuti di pausa (che rimangono 40 ma sono suddivisi in tre momenti di riposo, a differenza dei due del precedente sistema). Dopo aver ricordato che «la Fiat, in seguito ad una richiesta di chiarimenti della Rsu della Fiom, ha esplicitato che i 10 minuti di pausa saranno comunque tagliati a partire da gennaio», la Fiom ha evidenziato che «con le assemblee si conferma la volontà degli operai di non peggiorare le condizioni di lavoro, ma di aprire una discussione generale sui piani produttivi e sugli investimenti per lo stabilimento di Melfi».

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