Tempo di lettura 4 Minuti

CALITRI – La fiamma della speranza, alimentata dall’affetto e dalla solidarietà della comunità calitrana, con la fiaccolata di mercoledì, si è spenta nella mattinata di ieri, quando una squadra di ricerca dei Carabinieri, nel greto del Fiume Ofanto, ha ritrovato il corpo senza vita della giovane Giuditta Perna, la 27enne della cittadina altirpina che, ormai, non dava notizie di sé da più di una settimana. Le nuove perlustrazioni sono partite alle prime ore della mattinata di ieri con il battaglione Regione Campania e la Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi guidata dal Tenente Ugo Mancini.
Ieri, gli uomini dell’Arma coordinati dal colonnello Francesco Merone hanno lavorato, oltre con i Vigili del fuoco, anche in sinergia con i volontari del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico che hanno dato un supporto tecnico e materiale nelle ricerche.
A metà mattinata e precisamente intorno alle 11:00 c’è stata la triste ed amara scoperta. Il corpo della giovane di Calitri è stato trovato a circa due chilometri dalla zona in cui era stata ritrovata l’automobile. Era impigliato nei rami in una parte del Fiume Ofanto dove l’acqua non era molto alta e non molto lontano da una precedente zona di secca del corso d’acqua.
Vestiti intatti e, secondo le prime indiscrezioni, solo qualche graffio sul viso dovuto, molto probabilmente, ai rami in cui era incastrata. Immediatamente la zona è stata isolata dai Carabinieri e sul posto è arrivato il nucleo operativo della Compagnia di Sant’Angelo dei Lombardi che ha portato a termine tutti i rilievi del caso. Subito le prime ricostruzioni per cominciare a indagare su come il corpo sia potuto arrivare in quel posto.
Nella tarda mattinata il corpo di Giuditta è stato prelevato e portato via, direttamente, all’obitorio dell’Ospedale Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi dove, nel primo pomeriggio e precisamente intorno alle 16:15 è arrivato il medico legale, la dottoressa Carmen Sementa, che ha provveduto ad un primo esame esterno del cadavere. Atmosfera cupa, quindi l’arrivo dei parenti, degli amici. L’angoscia che esplode nel dolore, che si manifesta quando la verità porta alla morte di una giovane donna qual era Giuditta. Che cosa è successo? E’ forse un suicidio? Tutte domande per ora senza risposta certa, anche se l’ipotesi resta in piedi.
E’ all’obitorio dell’ospedale santangiolese che c’è stato il triste e atroce rito del riconoscimento del cadavere. Davanti al corpo di Giuditta uno zio ed un cugino che, dopo poco, in lacrime hanno lasciato la tanatologia dell’ospedale Criscuoli. L’esame esterno del cadavere è durato circa 40 minuti. Secondo le prime indiscrezioni, confermate anche successivamente dai vertici provinciali dell’Arma dei Carabinieri, sul corpo della giovane non ci sarebbero segni e forme di violenza. Ora tutto è rinviato alla mattinata di oggi quando sempre la dottoressa Sementa eseguirà l’esame autoptico sul corpo della 27enne di Calitri.
Solo a quel punto si potranno avere elementi più importanti anche ai fini delle indagini. Con l’autopsia di oggi si potranno avere elementi più importanti e più concreti per le indagini che, comunque, restano aperte su più fronti. E’ chiaro che l’esame autoptico potrà essere di aiuto per continuare con più chiarezza l’ iter investigativo. L’ipotesi che la ragazza potesse essere finita nel fiume è sempre stata al centro delle attenzioni del comando provinciale dell’Arma. Di qui la decisione di continuare a cercare, almeno un altro giorno, come si è scelto di fare ieri. Di qui anche la decisione di allertare i sommozzatori da Roma: il loro intervento non è stato più necessario, dopo la notizia del ritrovamento. In caso di esito negativo delle risposte, oggi sarebbe stato effettuato un altro sopralluogo congiunto sul posto con il Prefetto Carlo Sessa. Le indagini andranno avanti, partendo dal punto in cui è stata ritrovata la giovane studentessa, e dalle notizie che fornirà il suo povero corpo. Quale sia la verità, è tutto ancora da capire. I genitori di Giuditta sono trincerati in un comprensibile silenzio da quando la loro amata figlia è scomparsa: questi saranno i momenti più dolorosi, ma anche quelli in cui la solidarietà continuerà a crescere.
Per Giuditta c’è stata grande apprensione in Irpinia e in tutta Italia: il suo caso ha mobilitato le redazioni dei giornali e delle emittenti nazionali. Infiniti appelli senza esito. E’ il fiume Ofanto che conosce la sua verità.

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •