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«L’ESISTENTE ha bisogno di interventi costosi e forse con quei soldi si possono fare strutture ex novo con una minore spesa». E’ quanto ha sostenuto ieri con il “Quotidiano” il presidente del Circolo culturale La Scaletta Ivan Focaccia che ha affrontato le questioni d’attualità circa i contenitori culturali della città, questioni più che mai all’attenzione generale anche a causa di quanto accaduto martedì scorso al Teatro Duni con il concerto di Enrico Ruggeri e Karima che si è tenuto in un ambiente freddo. Sulla questione in particolare nel corso della giornata di ieri è arrivato il commento di Francesco Buonantuono gestore del Duni che ha spiegato: «Prima dello spettacolo è stata accertata la rottura dell’impianto di riscaldamento e poichè non era possibile garantire una riparazione in tempi rapidi ho fatto installare un impianto di riscaldamento provvisorio a pompa sostenendo un costo aggiuntivo di 600 euro. 
Quindi ho fatto il possibile per contenere al massimo i disagi determinati da una temperatura piuttosto rigida che si è registrata durante la serata del concerto di Karima e Ruggeri al teatro Duni di Matera».
Resta comunque l’inconveniente in sè che lascia aperta la problematica della qualità dei contenitori culturali cittadini.
«Io credo che per fare cultura» ha spiegato Focaccia, «bisogna vedere quali sono i luoghi aperti al pubblico, bisogna fare una sintesi per vedere cosa c’è e come utilizzare quelle risorse che ci sono al meglio. 
La realtà è che non disponiamo di grandi attrezzature ma è anche vero che l’attenzione su questa questione deve essere massima anche in prospettiva dell’ingresso della città nella short list per il 2019.
E’ chiaro», continua Focaccia, «che va fatto un recupero dell’esistente e messo in condizione di poter essere fruibile ma non ci sono strutture di una certa dimensione ed io credo che sia possibile in un tempo ragionevole riuscire ad arrivare a costruire una nuova struttura».
Focaccia sottolinea anche come molto importante in questo caso è soprattutto è il modo e la determinazione con la quale una questione di questo tipo viene affrontata: «ritengo che si possa fare, l’importante è rispettare fedelmente i tempi che vengono previsti, come è stato in passato per la costruzione dell’Ospeale di Matera». 
La necessità di un teatro all’altezza della situazione era stata sottolineata in passata anche da illustri esponenti del mondo dello spettacolo che vengono spesso in città da Michele Mirabella a Vittorio Sgarbi ed oggi diventa ancora più necessaria.
«Del resto non è solo importante la candidatura in sè per sè ma anche la linea di programmazione che verrà percorsa nei prossimi mesi. 
L’illustrazione del progetto della casa di Ortega è un altro esempio di come si possa offrire cultura anche in attesa dell’arrivo della commissione europea che deciderà sulla candidatura». 
Oggi però nell’ambito di questo dibattito quantomai necessario e di attualità è importante anche che la città e l’Amministrazione insieme scelgano una linea di comportamento per utilizzare gli oltre sette milioni che sono stati destinati ai contenitori culturali nei fondi di coesione e sviluppo assegnati alla città di Matera.
«Non penso che si corra» conclude Focaccia, «il rischio di un’impasse ma è chiaro che bisogna coinvolgere la città e collaborare tutti sulle scelte che devono essere prese in futuro».
Piero Quarto

«L’ESISTENTE ha bisogno di interventi costosi e forse con quei soldi si possono fare strutture ex novo con una minore spesa». È quanto ha sostenuto ieri con il “Quotidiano” il presidente del Circolo culturale La Scaletta Ivan Focaccia che ha affrontato le questioni d’attualità circa i contenitori culturali della città, questioni più che mai all’attenzione generale anche a causa di quanto accaduto martedì scorso al Teatro Duni con il concerto di Enrico Ruggeri e Karima che si è tenuto in un ambiente freddo. 

 

Sulla questione in particolare nel corso della giornata di ieri è arrivato il commento di Francesco Buonantuono gestore del Duni che ha spiegato: «Prima dello spettacolo è stata accertata la rottura dell’impianto di riscaldamento e poichè non era possibile garantire una riparazione in tempi rapidi ho fatto installare un impianto di riscaldamento provvisorio a pompa sostenendo un costo aggiuntivo di 600 euro. Quindi ho fatto il possibile per contenere al massimo i disagi determinati da una temperatura piuttosto rigida che si è registrata durante la serata del concerto di Karima e Ruggeri al teatro Duni di Matera».Resta comunque l’inconveniente in sè che lascia aperta la problematica della qualità dei contenitori culturali cittadini.

«Io credo che per fare cultura» ha spiegato Focaccia, «bisogna vedere quali sono i luoghi aperti al pubblico, bisogna fare una sintesi per vedere cosa c’è e come utilizzare quelle risorse che ci sono al meglio. 

La realtà è che non disponiamo di grandi attrezzature ma è anche vero che l’attenzione su questa questione deve essere massima anche in prospettiva dell’ingresso della città nella short list per il 2019.E’ chiaro», continua Focaccia, «che va fatto un recupero dell’esistente e messo in condizione di poter essere fruibile ma non ci sono strutture di una certa dimensione ed io credo che sia possibile in un tempo ragionevole riuscire ad arrivare a costruire una nuova struttura».

Focaccia sottolinea anche come molto importante in questo caso è soprattutto è il modo e la determinazione con la quale una questione di questo tipo viene affrontata: «ritengo che si possa fare, l’importante è rispettare fedelmente i tempi che vengono previsti, come è stato in passato per la costruzione dell’Ospeale di Matera».

 La necessità di un teatro all’altezza della situazione era stata sottolineata in passata anche da illustri esponenti del mondo dello spettacolo che vengono spesso in città da Michele Mirabella a Vittorio Sgarbi ed oggi diventa ancora più necessaria.

«Del resto non è solo importante la candidatura in sè per sè ma anche la linea di programmazione che verrà percorsa nei prossimi mesi. L’illustrazione del progetto della casa di Ortega è un altro esempio di come si possa offrire cultura anche in attesa dell’arrivo della commissione europea che deciderà sulla candidatura». 

Oggi però nell’ambito di questo dibattito quantomai necessario e di attualità è importante anche che la città e l’Amministrazione insieme scelgano una linea di comportamento per utilizzare gli oltre sette milioni che sono stati destinati ai contenitori culturali nei fondi di coesione e sviluppo assegnati alla città di Matera.«Non penso che si corra» conclude Focaccia, «il rischio di un’impasse ma è chiaro che bisogna coinvolgere la città e collaborare tutti sulle scelte che devono essere prese in futuro».

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