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Emergono nuovi particolari dall’inchiesta appena conclusa dalla Procura di Paola sulla “svendita” dell’ex Emiliana Tessile di Cetraro alla srl “Vela Latina”, e per la quale risultano indagate tre persone, ossia gli imprenditori ed editori cosentini Piero Citrigno e Fausto Aquino, referenti della “Vela”, e il sindacalista di Cetraro Franco Mazza per estorsione.
A detta dei magistrati di Paola i tre avrebbero costretto il patron del gruppo tessile, Angelo Marani di Correggio, a vendere l’intero complesso dell’Emiliana a soli 850 mila euro, a fronte di un valore di mercato vicino ai 18 milioni di euro.
DaAlle carte dell’inchiesta infatti, emergono vere e proprie “forzature” nei confronti di Marani che, a vendita ultimata, inviò un sms a un personaggio vicino a “Vela Latina”, nel quale, più o meno, scrisse: “Avete ottenuto quello che volevate, adesso lasciatemi in pace”.
Nel corso delle indagini i magistrati di Paola sarebbero venuti a capo di episodi piuttosto sospetti, che alla fine avrebbero indotto Marani a fare le valige e ad andarsene da Cetraro, vendendo a pochi euro l’ex Emiliana Tessile. Numerosi anche gli episodi di sabotaggio nei confronti del polo tessile gestito da Marani che stanco delle continue pressioni avrebbe si sarebbe accontentato di quegli 850mila euro dichiarando così di cessare la propria attività tessile a Cetraro perché i conti dell’azienda erano in rosso. Lo hanno scritto, nella denuncia presentata il 5 luglio del 2006 all’allora pm di Paola Eugenio Facciolla, gli ex 34 dipendenti dell’ex Emiliana Tessile.
Fausto Aquino, Piero Citrigno e il sindacalista Mazza, hanno dunque concluso un vero affare: “Caspita, vale da 15 a 20 milioni di euro. Facciamo un colpaccio.”, si legge in un’intercettazione, captata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro nel corso dell’inchiesta antiusura “Twister” (che vede tra gli indiziati Citrigno), ora agli atti dell’inchiesta sulla “svendita” dell’ex Emiliana.

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