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di PARIDE LEPORACE

La scienza precaria P Gel non solo per i capelli. Ma acronimo di un progetto lucano finito nel ridicolo e che offende cinquantuno di quei cervelli che tutti vorrebbero far restare nei confini regionali e che sa guardar la carta bollata chiuderebbe bottega. Dovevano essere razza eletta, talenti da metter sott’olio come le conserve della nonna, fiore all’occhiello del nuovo che avanza. Chiamati con clamore di propaganda man mano hanno visto trasformarsi lo stipendio in voucher che farà figo ma significa sei un precario. In tempo di crisi qualcuno che pensa in materia strategica pensava di aver risolto la questione affidandoli al mercato locale: incentivi alle aziende che li assumono o uno spin-off per l’avviamento imprenditoriale. Immaginatevi la fila lucana ad assumere un ricercatore formato nell_Agenzia spaziale o un esperto dell_archeologia della Magna Grecia. Alla Regione si erano dimenticati di loro a guardar le agende di ricevimento del governatore De Filippo. Forse il presidente qualche frenata retorica poteva imporsela al gran carnevale di Vedrò a sviolinare start up e venture capital e quello strano ossimoro chiamato Patto con i giovani. E Rosa Mastrosimone, non una parola sulla vicenda Gel, ieri in Università, ha sottratto tempo alla campagna elettorale per spremere le sinapsi in un seminario dal profetico titolo: Scienziati di ieri, talenti di oggi. Altri talenti da allevare al precariato a legger il comunicato che incide nel marmo le auree parole. Molteplici sono stati i suggerimenti pervenuti, per lo più finalizzati a promuovere la diffusione di una logica di sistema che possa favorire il rapporto con i diversi soggetti del territorio, a rafforzare il rapporto con il mondo produttivo, a porre attenzione continua a variabili e fattori scolastici ed extrascolastici di varia natura che possono incidere fortemente sul rendimento scolastico individuale, di gruppo, di classe. Nuovi Gel avanzano. Viti non ha scritto comunicato ma ha fatto sapere che si sta occupando dei 51 precari. Per quelli che verranno. Vedrò.

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