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GRASSANO – “La conoscenza e l’utilizzo di qualsiasi bene appartengono a tutti gli uomini ”.

Era questa la filosofia di vita di Peps, che rivivrà nelle sue creazioni grazie all’impegno dell’associazione Sykrack. Sabato  scorso il battesimo pubblico dell’associazione, intitolata al giovane ingegnere grassanese, proprio nel laboratorio dove Peps trascorreva il suo tempo quando tornava  a Grassano.

Tantissimi i giovani  giunti da ogni parte d’Italia, ma anche tanti  grassanesi, che hanno presenziato alla dimostrazione pratica delle stampanti tridimensionali su cui da anni lavorava Peps. Sono stati proprio i suoi amici e colleghi a farsi promotori di quest’associazione culturale  che si propone tanti obiettivi. Primo fra tutti proprio la presentazione della “Prusa i3”, la stampante tre D creatura del genio grassanese. «E’ stato stimato -ha commentato Giacomo Falaschi di Firenze- che una famiglia che utilizza questa stampate 3D potrebbe avere un risparmio annuo sul bilancio familiare di circa 2.000 euro. Per fare un esempio pratico si può stampare, ovviamente dopo averlo disegnato sul pc con autocad o altro programma compatibile, un pezzo di una lavatrice introvabile, quindi non è necessario comprare una nuova lavatrice, oppure la maniglia di un frigorifero; un oggetto semplice come una pinza che aiuta a fare uscire bene tutto il dentifricio dal suo tubetto  e via discorrendo». Diversi i materiali che si possono utilizzare per le  stampe 3D come il nylon, il polistirolo, la ceramica, l’abs e il pla, un prodotto biodegradabile al 100% in quanto estratto di un prodotto naturale:  il mais. Una vera novità  che ha incuriosito i tanti giovani accorsi nella sede dell’associazione per vedere questa nuova creazione al lavoro. Ci ha accompagnato in questo viaggio tutto in 3D, Giuseppe Liuzzi, che ha raccontato la storia di questa innovativa creatura tecnologica:

«Peps ha inventato la sua stampante la Pepstrap,  quando il progetto RepRap era ancora agli albori, quindi instabile e immaturo; era fatta tutta di legno e pezzi di altre stampanti di carta rotte o da buttate.

L’aveva abbandonata da un pò, perché aveva problemi strutturali da correggere -spiega Giuseppe- poi ha seguito il progetto di Joseph Prusa e ha contribuito allo sviluppo e al miglioramento di alcuni pezzi della Prusa i2 e della Prusa i3. Ci sono foto che testimoniano un incontro con Joseph e di un’accanita discussione tra i due geni. In seguito ha collaborato con i fratelli Cantini di Firenze, per la realizzazione di componenti elettronici per le stampanti della loro azienda, la Kentstrapper. Poi la bella e sincera amicizia con Alessandro Ranellucci, creatore  del software Slicer, conosciuto ad una conferenza all’università, con il quale si confrontava alla pari e con cui si sentiva spesso. «I pezzi del progetto open source RepRap e tutti i componenti in parte si producono con la stampante, altri si prendono in ferramenta, altri presso negozi di elettronica. L’associazione offrirà il servizio di vendita in stampanti in kit e strumenti affini. In Italia -ha concluso Giuseppe- non so chi è stato proprio il primo ma Giuseppe me ne parlò tempo fa, quando qualcuno iniziò a sviluppare questo prodotto in America che proviene da un brevetto scaduto quindi  sembrerebbe che nessuno detiene un vero e proprio brevetto ma ognuno contribuisce come può a migliorare il progetto proponendo miglioramenti e modifiche ed è tutt’ora in costante aggiornamento». I soci, che non hanno ancora designato ancora un presidente, cosa marginale, in quanto si sentono un gruppo che condivide tutto,  ci tengono a far sapere che questa iniziativa è solo la prima ufficiale di una lunga serie già programmata per i mesi  prossimi; iniziative tutte a carattere informatico, così come già altre fatte precedentemente alla costituzione dell’associazione, l’ultima in ordine di tempo  lo scorso novembre a Roma.  Qui il 15 novembre scorso ,  presso lo Spazio Europa,  si è tenuta  la premiazione del contest video Beps “Best Erasmus (non) Professional Social (video)” organizzato da Erasmus Student Network Italia.Erasmus Student Network (Esn) Italia, associazione giovanile di cui Giuseppe ha fatto parte a partire da Settembre 2006. Oltre ad essere socio attivo nella sezione di Esn Roma Ase, Giuseppe ha contribuito alla realizzazione della sede nazionale di Esn nel 2009, realizzatore del progetto Identity, è stato board supporter e webmaster di Esn Italia nel 2009-2010 e primo stagista dell’accordo quadro che Esn Italia stabilì con l’Università la Sapienza. Esn Italia ogni anno realizza a Roma un incontro culturale dedicato a tutti gli Erasmus presenti sul territorio italiano e .in questa edizione il direttivo ha voluto creare un contest video dedicato proprio  a Giuseppe, dal titolo “Uno sguardo sulla mia città”. L’obiettivo è stato quello di promuovere la scoperta del territorio nazionale, attraverso gli occhi di giovani studenti con punti di vista totalmente differenti da quelli di chi la propria città la vive quotidianamente, dedicando a Giuseppe i video di tutti i partecipanti per potergli  far conoscere tutti i luoghi che lui, purtroppo, non ha avuto modo di vedere.

Una splendida iniziativa, che ha visto sorprendentemente la grande partecipazione di tanti giovani studenti.  «Sono stati 27 i video pervenuti, tutti della durata di 1 minuto, come da bando. Il vincitore del premio Beps è stato uno studente spagnolo in Erasmus a Parma. Il premio consegnato dai giurati e amici Alessandro Pappalardo e Sara Ucci consisteva in un cesto di prodotti tipici della terra grassanese, terra natia di Giuseppe, donato dai genitori e dai parenti. Inoltre , il cesto conteneva anche un set di bicchierini stampati da Valentina Sabeddu  proprio con la stampante 3D di Giuseppe. A ricordarlo una presenza discreta e visibilmente commossa, si muoveva tra i banchetti espositivi con lo sguardo affettuoso verso i tanti ragazzi indaffarati ad assemblare e dimostrare , si trattava  di Pasquale, il papà di Giuseppe,  che ha colto l’occasione per lanciare un  messaggio ai giovani affinchè siano attivi e protagonisti della loro vita e delle loro scelte: «Mio figlio amava la vita e le sue passioni, viveva intensamente e voleva dare un contributo concreto allo sviluppo della tecnologia e del mondo. Ai ragazzi dico vivete per qualcosa non lasciatevi travolgere dalla monotonia, non siate passivi».

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