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ANDREA Sansone ha realizzato  il progetto che aveva annunciato nel luglio scorso dalle colonne del Quotidiano: creare il Presepe a Matera.

L’artigiano originario della città dei Sassi, torna a lavorare dove  a luglio firmò il Carro trionfale in occasione della Festa della Bruna.

La Natività ospitata nella capanna allestita  davanti all’edificio della Camera di Commercio è l’esempio che l’arte della cartapesta a Matera rappresenta un vero e proprio patrimonio in termini di richiamo artistico e di suggestione del prodotto.

«Avevo preparato un presepe per la Cna ma a settembre, durante Matera è fiera, il presidente della Camera di Commercio Angelo Tortorelli me ne ha chiesto uno anche per il suo ente».

La realizzazione di quest’opera, con una collocazione del tutto particolare, non ha comunque influenzato il lavoro di Sansone che spiega: «Ho usato colori più resistenti all’esterno e  fatto un trattamento che abbia maggiore resistenza rispetto al Carro trionfale».

Il lavoro si è concentrato in particolare sulla testa della Madonna.

L’ispirazione è nata da quelal della mamma che era presenta sul Carro della Bruna. «L’ho rifatta in argilla – aggiunge Sansone – aggiungendo molti particolari.

Per quanto riguarda la testa di San Giuseppe, ho modifcato quella di San Pietro del Carro che si prestava per i tratti somatici. In quanto ai bambinelli, li aveva realizzati Peppino Di Cuia, falegname che aveva lavorato al Carro del 2013 e io li ho finiti».

Discorso a parte meritano i costumi delle statue : «Avevo apprezzato il lavoro di Angela Tripi, un’artigiana di Palermo esperta in arte presepiale tanto da acquistare una sua opera per me stesso.

I  suoi  pupi del presepe, però, non arrivano alle grandezze delle mie.

Il metodo di Tripi si basa su corpi  in argilla e abiti in stoffa. Mi hanno aiutato molto i lavori che ho visto e che mi hanno ispirato».

Sansone parla delle sue opere (quella per la Cna e per la Camera di Commercio, ndr) ma non dimentica l’esperienza del Carro della Bruna.  In particolare per gli abiti.

«Ho usato una carta diversa per gli abiti che ha una migliore resa di quella usata per il Carro. E’ molto più adatta ad esempio per i panneggi, mi è  piaciuta di più».

In un mese e mezzo il presepe ha preso corpo fino a diventare ciò che oggi i materani possono apprezzare all’angolo fra via Lucana e via Don Minzoni.

L’impegno, questa volta, è stato maggiore sia sotto il profilo  strutturale che pittorico e richiedeva un’idea diversa.

«Dovevo realizzare – spiega ancora Sansone – due Natività diverse, pur affrontando la stessa vicenda.

La culla che c’è alla Camera di Commercio è la stessa della Cna, come forma e dimensioni. Ad una delle  due statue della Madonna ho aggiunto  all’acconciatura un velo».

Sansone parla, poi dell’arte della cartapesta e dell’attività che in questo periodo si sta muovendo anche per la scuola de tufo. «Perchè non trasformarli in attrazione della città, immaginando la realizzazione di un museo permanente?».

a.ciervo@luedi.it

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