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«Matera è la sintesi perfetta di tutte le contraddizioni del sistema penitenziario italiano». Lo ha detto il segretario generale della Uilpa Penitenziari, Eugenio Sarno, che, insieme a una delegazione del sindacato, ha effettuato nel giorno di ferragosto una visita nella casa circondariale lucana.

«Quasi una isola felice – ha evidenziato – se non fosse che l’assenza di un direttore in pianta stabile (due volte a settimana arriva a Matera un Dirigente in servizio al Provveditorato di Potenza) non garantisce una gestione complessiva e continuata e questo penalizza molto l’andamento generale».

Sarno ha evidenziato che «è una casa circondariale (deputata ad ospitare detenuti in attesa di sentenza definitiva) ma l’80%
(64 su 80) dei detenuti ha una posizione giuridica di definitivo (sentenza definitiva). Ha una ricettività di circa 130 posti ma
ospita solo 80 detenuti distribuiti nelle cinque sezioni detentive.

È un istituto che presenta criticità operative conseguenti alla sua struttura architettonica a T, ma si distingue per pulizia e decoro; è vigente un regime di custodia a «cancelli chiusi». Pertanto per garantire i servizi minimi essenziali il personale di polizia è costretto ad effettuare turni di servizio con ricorso a “straordinario programmato” (turni di otto ore)».

Secondo Sarno, «si può parlare di Matera come un istituto fortemente penalizzato rispetto alle proprie potenzialità. Questa mattina erano presenti 80 detenuti. L’organico di polizia penitenziaria è fissato in 120 unità ma ne sono presenti solo
95, di cui 42 ultracinquantenni. Al 30 giugno – ha concluso il segretario della Uilpa Penitenziari – il locale Nucleo Traduzioni
e Piantonamenti della Polizia Penitenziaria ha effettuato 239 servizi di traduzione movimentando complessivamente 288 detenuti».

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