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PERUGIA – Alcuni giorni fa era giunta la dichiarazione con cui l’ex prefetto di Perugia Antonio Reppucci aveva detto che il problema della droga «esiste a Perugia come nel resto d’Italia, da nord a sud, ma non con le dimensioni apocalittiche che vengono rappresentate. Perugia, non è una centrale dello spaccio» per poi aggiungere la frase che ha scatenato la reazione dei vertici del governo e soprattutto del ministro dell’Interno Angelino Alfano che l’ha rimosso dall’incarico: «spero che i padri taglino le teste ai figli che assumono stupefacenti» e aggiunge che «il cancro è lì nelle famiglie, se la mamma non si accorge che suo figlio si droga è una mamma fallita e si deve solo suicidare». 

 

VIDEO – LE FRASI INCRIMINATE DETTE DA REPPUCCI

 
Ora a distanza di giorni l’ex prefetto di Perugia, in passato anche a Catanzaro e Cosenza, è stato raggiunto dai microfoni di La Zanzara a cui si è aperto arrivando a dichiarare: «Volete il mio suicidio? Ci ho pensato pure. Nessuno che abbia il coraggio di andare a vedere chi è questa persona».
 
 

Intanto i sindaci della Provincia di Catanzaro, nella loro quasi totalità, hanno espresso vicinanza al prefetto Reppucci e chiedono al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro Alfano di rivedere il provvedimento di rimozione. I sindaci, di ogni colore politico e provenienti dai diversi comprensori della provincia, si sono riuniti questa mattina nella Casa delle Culture di Catanzaro per elaborare e sottoscrivere un documento unitario nel quale si testimoniano «le grandi capacità professionali e le doti umane di Reppucci, dimostrate nel corso della sua recente esperienza alla guida della Prefettura di Catanzaro». 

Il documento sarà inviato a Renzi, Alfano, e per conoscenza al Capo dello Stato e allo stesso Reppucci. A coordinare i lavori il commissario straordinario della Provincia Wanda Ferro, che è stata sollecitata proprio dai sindaci a convocare la riunione, alla quale ha preso parte anche l’assessore regionale Domenico Tallini. Diversi i primi cittadini intervenuti – tra cui il sindaco del capoluogo Sergio Abramo – per manifestare solidarietà e riconoscenza ad un prefetto che è sempre stato vicino alle istituzioni locali, presente sui territori e attento ai bisogni dei cittadini. La Ferro ha tra l’altro testimoniato «la grande sensibilità rispetto ai temi del disagio giovanile, della devianza e del contrasto alle tossicodipendenza, la sua vicinanza alle attività dei centri di recupero, e il suo rapporto privilegiato con i giovani e gli studenti». 
Da più parti è stata sottolineata una certa «frettolosità del provvedimento annunciato dal governo, mirato a punire il funzionario per un’espressione certamente sopra le righe, senza tenere conto dell’ottimo lavoro svolto nel corso della sua carriera professionale, e senza consentirgli di chiarire la portata delle sue dichiarazioni». Alcuni sindaci hanno sottolineato che «l’espressione infelice utilizzata dal prefetto Reppucci, tipica del suo carattere genuino e passionale, è stata certamente uno stimolo ad una maggiore responsabilizzazione delle famiglie, e non certo una istigazione al suicidio per chi già si confronta il doloroso dramma della droga».
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