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SOBRIETÀ, ristrettezza economica e sinergia: sono i tre cardini della Storica Parata dei Turchi edizione 2015. È vero sì che il Comune di Potenza vive una fase delicata, ma è altrettanto vero che l’entusiasmo della gente comune, delle associazioni, degli organizzatori, della stessa amministrazione è quello di sempre. In fondo mettersi alla prova, e tenere ben salde le fila di una tradizione che delinea lo spirito identitario di un luogo costituisce una gran bella sfida. Quest’edizione sarà il risultato del coordinamento di una macchina già avviata. Una macchina organizzativa in corsa articolata e coesa fatta di uomini e di donne pieni di energia e di voglia di fare per il bene della propria comunità. Alessandro Loponte, Elena Aristide, Andrea Dragonetti, Mario Summa con l’ausilio di Gino D’Angelo del Comune di Potenza, figura di riferimento delle precedenti edizioni, sono instancabili, non guardano le lancette dell’orologio, ogni giorno animano il Teatro Stabile con impegno ed energia.
Plichi contenenti i nomi e riferimenti dei figuranti, evidenziatori, telefoni e caffè quanto basta, sono diventati i loro compagni più fedeli. E in tutto ciò trovano anche il tempo di coinvolgere il resto dell’organizzazione attraverso un gruppo creato appositamente su whatsup da Rosario Angelo Avigliano, membro del nuovo Comitato Tecnico-Scientifico.
Avigliano già in passato si è occupato dell’organizzazione della storica parata dei Turchi, ama raccontare il territorio e non perde occasione di farlo neppure mentre fornisce una linea d’indirizzo al corteo storico con la collaborazione e l’estro di Tonino Centola, anche lui membro del nuovo comitato. Il lavoro di gruppo agevola l’intera organizzazione senza protagonismo alcuno.
Le idee sono tante, le competenze anche, ora ciò che più conta è ciò che sarà, quanto si potrà fare a partire da giugno in poi e fino all’edizione 2016 per rendere la Parata un attrattore turistico per la Basilicata, un fiore all’occhiello della Città di Potenza.
L’autorevolezza e il prestigio accademico di Ferdinando Mirizzi, noto Antropologo dell’Università degli Studi di Basilicata, designato a ricoprire il ruolo di presidente del comitato tecnico scientifico, sicuramente forniranno un grosso slancio in tal senso.
Recuperare la dimensione antropologica della Parata significa ricostruire le spinte che dal basso hanno contribuito nel corso degli anni a rendere la manifestazione parte integrante e momento tanto atteso della vita dei potentini.
«Il mio sogno è che la manifestazione diventi la punta di diamante dell’offerta turistica di Potenza – ha spiegato Tonino Centola – è importante alimentare il senso di appartenenza. E se tutti avessero la possibilità di indossare l’abito nei giorni precedenti alla sfilata, magari nei luoghi di lavoro, in giro per le strade?»
Infinite sono le possibilità che possono aprirsi per il futuro.
Oggi, invece, è prioritario trovare un bambino di età compresa tra i 9 e 10 anni che nella Parata raffiguri il “piccolo” San Gerardo. Requisito fondamentale è che si chiami Gerardo!

*Membro comitato tecnico scientifico

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