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MATERA – Sono le 23,24 quando il Carro della Bruna a pochi metri dall’ingresso in piazza subisce l’assalto della folla. Momenti di tensione per alcuni tentativi di “aggredire” il Carro che sono stati bloccati dallo spiegamento delle forze dell’ordine.

Ad attendere l’opera di Andrea Sansone ed il momento clou della Festa della Bruna una piazza stracolma ed in delirio che ha atteso negli ultimi minuti in silenzio l’arrivo del manufatto che per tre volte si è fermato nel percorso tra piazza San Francesco e l’ingresso in piazza Vittorio Veneto. Una grande attenzione per cercare di bloccare qualsiasi timore e tensione che pure serpeggiava nell’aria di un possibile strappo anticipato tanto che quasi a metà del percorso il Carro è costretto a fare una seconda sosta, vengono allontanate alcune persone vicino al manufatto e viene ripristinato un certo ordine prima di riprendere l’ultima corsa fino al cuore vero e proprio della piazza.

La Festa può dirsi di fatto riuscita anche se con qualche brivido in più e qualche timore rispetto al passato, probabilmente con qualche tentativo rintuzzato almeno in origine di provare un exploit a pochi metri dall’arrivo in piazza. Il risultato ottenuto è quasi quello ideale nell’ambito di un momento che si caratterizza anche per questo tipo di aspetti e che costituisce probabilmente per questo il vero clou dal grande pathos di questa festa che tra il sacro ed il profano è riuscita a trascinare un’intera città per una giornata lunga, la più lunga dell’anno ma vissuta con un’intensità ed un entusiasmo unico cercando di non disperdere nemmeno un momento della lunga corsa di avvicinamento allo “strazzo” finale e di vivere ogni tappa della giornata con il massimo di devozione e partecipazione.

Proviamo a ricostuire per tappe il pomeriggio di festa.

Una partenza in leggero ritardo, poco dopo le venti per il Carro trionfale che tra due ali vere e proprie di folla si è diretto verso piazza Vittorio Veneto con la Madonna della Bruna all’interno.
Grande l’apprezzamento per l’opera dell’artista materano Andrea Sansone, così come ampia la presenza istituzionale per l’evento più lungo dei materani e con presenze significative da tutta la Regione a testimoniare la centralità dell’appuntamento che ha raccolta molte migliaia di persone con stime che si sono portate fino alle centomila unità.
«La prova che la città ha dovuto sostenere è stata superata, indicazioni positive anche sotto il profilo dell’utilizzo dei parcheggi e della capacità dei materani di mostrarsi adeguati all’appuntamento» ha spiegato Angelo Tortorelli delegato dal sindaco De Ruggieri ad occuparsi dei temi dell’accoglienza, «credo che stiamo sfiorando le centomila presenze e questa è sicuramente una prova importante che viene portata a termine».

Il Carro della Bruna arriva in piazza Vittorio Veneto dopo aver attraversato la folla di via Annunziatella e via XX Settembre intorno alle 21,45 preceduto ad una distanza superiore al solito dai Cavalieri che solitamente attorniano il Carro e dalla banda musicale e mentre i Cavalieri sono già arrivati in piazza San Francesco il Carro entra nel cuore di piazza Vittorio Veneto per l’applauso ed il saluto decisivo della folla.

Un percorso che in quel momento vede anche aumentare il livello delle presenze e della sicurezza con un cordone molto rigido attorno al manufatto di cartapesta che lo accompagna lungo via del Corso. Sicuro a trainare il Carro l’auriga Vito Carlucci mentre Andrea Sansone accompagna la “sua creatura” metro dopo metro fino a piazza San Francesco. Qui avvengono i famosi giri prima che la Madonna venga riportata all’interno della chiesa.

Nella fattispecie Vito Carlucci decide di farne uno più del normale e si ferma a quota cinque. Quindi l’intervento sul Carro di Andrea Sansone per tirar via i due pezzi necessari al falegname (lo stesso Sansone) e l’auriga (Vito Carlucci) e quindi procedere all’operazione più complessa di togliere la statua della Madonna e riportarla in Chiesa.
Sono le 22,33 quando si comincia a procedere all’intervento di deposizione della statua della Madonna che si avvicina verso la chiesa.

Nel frattempo lo stesso sindaco De Ruggieri fa una battuta ricordando di aver già provato «l’assalto al Carro nel lontano 1958, l’ho già riprovato nel 2015 e mi è andato decisamente meglio».

La statua della Madonna si volge verso la folla e saluta i materani in attesa del prossimo 2 luglio. Poi ancora qualche attimo, l’angelo sospeso che tocca all’auriga e la lunga rincorsa, sofferta ma alla fine tutto sommato efficace del Carro assalito di fatto ai limiti della piazza.

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