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CATANZARO – Si riapre il caso del contestato matrimonio allo stadio di Catanzaro. Oltre alle polemiche dell’opposizione in consiglio comunale e alle critiche che si susseguono sul web ora c’è pure l’attività della digos che, nei giorni scorsi, ha fatto visita negli uffici del Comune. Sono, infatti, stati acquisiti degli atti. Secondo le ricostruzioni, si tratterebbe del parere di concessione dello stadio per tre anni rilasciato da parte della Giunta Traversa, della richiesta del consigliere-sposo Andrea Amendola e della risposta della società.

LA FESTA AL “CERAVOLO” – Sabato sera si è celebrato l’evento, ripreso anche dalle telecamere di Sky: il banchetto di nozze ha visto il ceravolo trasformarsi in sala ricevimenti (LEGGI IL RESOCONTO). Nel rettagolo verde – ai bordi, a dire il vero – si respira aria di festa: due tipi di catering e il tavolo degli sposi al centro, l’angolo per i bambini e persino il palco. Gli sposi sono stati accolti con cori da stadio e fumogeni. Numerosi gli ospiti: tra loro anche l’ex miss Italia Denny Mendez, i parenti, gli amici, i tifosi del Catanzaro, i politici e gli amministratori locali, tra i quali anche il sindaco Sergio Abramo, ed il commissario straordinario della Provincia, Wanda Ferro. Amendola, infatti, oltre ad essere la guida storica degli Ultras Catanzaro 1973, è anche consigliere comunale di Forza Italia. 

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L’ATTACCO DELL’OPPOSIZIONE – Le polemiche (LEGGI) avevano già preceduto la singolare iniziativa: l’opposizione aveva contesta la decisione della giunta di concedere l’impianto. «Non c’è stata nessuna corsia preferenziale – ha detto il sindaco – ma è previsto dal regolamento comunale l’utilizzo dello stadio anche per altri tipi di manifestazioni, come i matrimoni, dietro il pagamento di un ticket di circa duemila euro. Tra l’altro quando Andrea ci disse di questo suo desiderio eravamo in una riunione dei capigruppo e nessuno, della minoranza, sollevò obiezioni. Anzi, uno di loro disse pure che se non si sposava il capo ultrà allo stadio chi altri avrebbe potuto farlo? Anche il presidente della squadra, che ha in gestione l’impianto, ha dato la sua autorizzazione».

Ma in una nota, i consiglieri d’opposizione hanno bocciato come «bugie croniche» le parole di Abramo: «Vogliamo ricordare, di nuovo, che non esiste alcun regolamento comunale sull’utilizzo dello stadio anche per altri tipi di manifestazioni, come i matrimoni dietro il pagamento di un ticket di circa duemila euro. Non esiste, ancora, alcun consenso dato dall’opposizione in nessuna Conferenza dei capigruppo e, a riprova, abbiamo chiesto al Sindaco di produrre i verbali più di un mese fa. Verbali che, evidentemente, non esistono».

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